Omicidio di Rossella Goffo, sedici anni all’ex amante Alvaro Binni

ASCOLI, 12 MAGGIO ’13 – Sedici anni di carcere a Alvaro Binni, il tecnico di polizia accusato dell’omicidio di Rossella Goffo. La condanna è stata letta ieri pomeriggio dal gup del tribunale di Ascoli Rita De Angelis. Il pm aveva chiesto una condanna a 30 anni, il processo si è svolto con il rito abbreviato che ha determinato un sconto di pena. L’ordinanza di custodia era stata decisa dal gip del Tribunale di Ascoli il 12 febbraio 2012 e aveva portato all’arresto del poliziotto ascolano per l’omicidio della funzionaria della prefettura di Ancona scomparsa dal capoluogo dorico tra il 4 e il 5 maggio del 2010. Il cadavere della donna, 47 anni, venne ritrovato mutilato e in avanzato stato di decomposizione, il 5 gennaio 2011, a colle San Marco in provincia di Ascoli Piceno. Erano state due persone a spasso con i cani a notare il cadavere della donna semisepolto. Secondo gli inquirenti il delitto fu maturato da Binni perché l’amante era diventata ossessiva.

E.D. 

D: Che significa rito abbreviato?
R:
 La richiesta di giudizio abbreviato, che è una scelta della difesa in questo caso da poter fare entro 15 giorni dalla notifica del giudizio immediato, può essere secca o condizionata ad alcune assunzioni probatorie, come in questo caso ad una ulteriore perizia. Il Giudice è obbligato ad ammettere l’imputato che lo richieda al giudizio abbreviato “secco”, mentre può decidere se le assunzioni probatorie cui ha condizionato l’abbreviato “condizionato” siano utili e compatibili con le finalità di speditezza processuale che il rito si pone ed eventualmente respingerle, lasciando comunque all’imputato la facoltà di richiedere l’abbreviato “secco”. Ricordiamo che in caso di condanna all’esito di abbreviato, come in questo episodio, che si svolge sulla base degli atti di indagine compiuti, si ha uno sconto di pena di un terzo.

D: Omicidio volontario e soppressione di cadavere erano i capi di imputazione? In cosa consistono?

R: L’omicidio consiste nel cagionare la morte di una persona ed è punito con la reclusione non inferiore ad anni 21.
Il reato di soppressione di cadavere, invece, punisce chi sopprime, distrugge o sottrae un cadavere o un pezzo di esso o disperde le ceneri in maniera non autorizzata. La pena prevista è la reclusione da 2 a 7 anni ma la pena è aumentata se il fatto è commesso all’interno di cimiteri.

AVV. TOMMASO ROSSI

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