Occhi puntati sul gene cbx7, il nuovo marker per i tumori polmonari

NAPOLI, 21 APRILE ’12 – Occhi puntati sul gene cbx7, considerato il nuovo marker per la diagnosi e prognosi di diverse forme di tumore polmonare. La ricerca fa passi da gigante contro questo che viene considerato il male del secolo. Il nuovo bersaglio terapeutico consentirebbe di accorciare le distanze tra gli studi condotti in laboratorio e il loro impatto sulla diagnosi e cura del cancro. La ricerca, dell’Ieos-Cnr di Napoli, è stata pubblicata su The Journal of Clinical Investigation e conferma il ruolo del gene cbx7 in numerosi casi di tumori maligni studiati sia nelle cavie da laboratorio che nei pazienti. Dagli studi, viene identificata la ‘ciclina E’ come possibile bersaglio terapeutico. Da quanto si legge sul Journal “una serie di evidenze scientifiche già suggeriva che il gene cbx7 fosse un oncosoppressore, la cui assenza o mutazione è cioè associata a numerosi casi di tumori maligni”. La conferma definitiva è arrivata ora dal lavoro (finanziato dall’Associazione italiana per le ricerche sul cancro) del gruppo guidato dal direttore dell’Istituto di endocrinologia e oncologia sperimentale del Consiglio nazionale delle ricerche (Ieos-Cnr) di Napoli, Alfredo Fusco. “Facendo esperimenti su cavie animali abbiamo dimostrato che l’assenza di cbx7 determina lo sviluppo di adenomi e carcinomi polmonari – spiega il dottor Fusco al Journal – il meccanismo alla base di queste neoplasie coinvolge la ciclina E, una proteina la cui espressione è regolata negativamente da cbx7. L’aspetto importante della nostra ricerca è aver dimostrato che meccanismi molto simili a quelli identificati nel topo sono alla base anche dello sviluppo dei carcinomi polmonari umani. Infatti anche in queste neoplasie si rilevano un’aumentata espressione della ‘ciclina E’ e l’assenza dell’espressione di cbx7”.

L’interessante scoperta si inserisce in un più ampio lavoro di ricerca e sperimentazione iniziato negli anni Ottanta all’Ieos-Cnr che consentirebbe di tracciare un “atlante genetico” dei tumori, cioè la mappa del Dna di singole neoplasie con le diverse mutazioni, che possono aiutare gli specialisti a identificare le cure più appropriate caso per caso. E soprattutto ad adattarle alle modificazioni cui va incontro il tumore nel tempo. Il gruppo di lavoro diretto dal dottor Fusco ha isolato le proteine ‘Hmga (High Mobility Group A)’, che si trovano nel nucleo delle cellule e regolano l’espressione di numerosi geni. Dagli studi emerge che “queste proteine sono particolarmente importanti per lo sviluppo dei tumori e sono particolarmente elevate nei tumori più aggressivi, con cattiva prognosi e ridotta sopravvivenza dei pazienti. L’abolizione della loro espressione porta al blocco della trasformazione tumorale. Le proteine HMGA interagiscono con cbx7 che, sorprendentemente, si comporta in maniera opposta: la sua espressione è ridotta nei tumori tiroidei, del colon e pancreas, e la sua assenza si verifica nelle neoplasie più invasive e a ridotta sopravvivenza”.

TALITA FREZZI

Il cbx7 è un gene onco-soppressore, la sua espressione impedisce la trasformazione tumorale della cellula. La mancanza o il blocco funzionale di tale gene determina lo sviluppo di vari tipi di tumore in particolare quelli più aggressivi come il carcinoma polmonare . Nel meccanismo di azione è coinvolta la “ ciclina E “ una proteina del gruppo HMGA ( High Mobility Group A ) . Questa proteina si trova nel nucleo delle cellule, regolano l’espressione di numerosi geni e rivestono un ruolo determinate nello sviluppo di tumori . Nello specifico la “ciclina E” interagisce con il gene cbx7 bloccandone la sua principale funzione che è appunto quella di impedire la trasformazione tumorale . Tale meccanismo , dimostrato negli animali da laboratorio ( topi ) , è funzionante anche nei tumori polmonari dell’uomo .

Il cbx7 verrebbe , pertanto , a rivestire il ruolo di indicatore sia nella diagnosi che nella prognosi del tumore polmonare ; inoltre si potrebbe anche prospettare la possibilità di una azione terapeutica mediante l’annullamento della proteina “ciclina E”, ma naturalmente come sempre la ricerca scientifica necessita di tempi adeguati per sviluppare prima di poter essere messa a disposizione della comunità .

DOTT. GIORGIO ROSSI (Oncologo)

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One Response

  1. Mery Fratilescu
    Mery Fratilescu at |

    ma quanto tempo seveee,,,, incroceamo le dite e speriamo che cuesta cura sara mesa piu presto posibile a disposizione della comunita sono tante , ma, tanteee persoane che sperano de esere salvate, aiutatici perfavoreeeee

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