Nuovo capo d’imputazione per Luigi Lusi: calunnia nei confronti di Rutelli e Bianco

ROMA 15, LUGLIO 2012 – E’ di questi giorni la decisione della Procura di Roma sul caso Lusi: nessun rinvio a giudizio per Rutelli e Bianco, si procede contro l’ex tesoriere anche per calunnia. Erano state le affermazioni di Lusi, l’ex tesoriere della Margherita, rilasciate in interrogatorio, a fare infuriare Francesco Rutelli che lo aveva querelato. Lusi aveva raccontato ai pm di un patto stretto con Rutelli e Bianco risalente al 2007, al fine di operare la spartizione dei rimborsi elettorali destinati alla Margherita, che sarebbero altrimenti finiti nelle casse del PD. Con quei soldi, egli avrebbe operato degli investimenti immobiliari per conto della corrente Rutelliana, fungendo da prestanome. Lusi mostrò perfino le mail scambiate con Rutelli ai pm Caperna e Pesci. Eppure, nessuna richiesta di rinvio a giudizio per Rutelli e Bianco, che si dicono fiduciosi nella magistratura. Resta ora da capire una cosa: a che cosa gli sono serviti quei 25 milioni di euro prelevati dalle casse del partito?

CLARISSA MARACCI

D: Quando il limite del diritto dell’imputato di difendersi si scontra con il reato di calunnia?

R: Nel nostro sistema processuale italiano (l’indagato, prima, e poi) l’imputato non ha l’obbligo di dire la verità, a differenza da quanto avviene in altri paesi come gli Stati Uniti dove (come si vede nel film) anche l’imputato deve giurare di dire la verità prima di fare l’interrogatorio. Qui da noi no l’imputato dunque può difendersi anche mentendo. Ma se si accusa in maniera specifica terze persone, esulando dunque dalla stretta necessità di autodifesa, allora in questo caso si può entrare nell’ambito del reato di calunnia, indipendentemente dunque dal ruolo di indagato o imputato.

AVV.TOMMASO ROSSI

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