Nuova influenza aviaria in Cina: il parere medico.

In questi giorni abbiamo nuovamente sentito parlare di influenza aviaria in Cina, nel sud della nazione e particolarmente nella zona di Shangai (rileggi l’articolo pubblicato su F&D).
A tutt’oggi i casi segnalati sono 21 con 7 vittime . I virus dell’aviaria sono tutti ceppi del virus dell’influenza A , un genere che è in grado di infettare uccelli (soprattutto pollame ) e mammiferi. Questi virus contengono due sostanze proteiche , l’emoagglutinina (H) e la neuroaminidasi (N) che consentono l’adesione del virus alla cellula destinata ad essere infettata. Esistono 16 varianti di emoagglutinine (da H1 a H16) e 9 di neuroaminidasi (da N1 a N9), dalla combinazione di queste derivano le diverse varianti del virus da H1 N1 in avanti : l’attuale è la H7N9 .

Sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS) sia il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Shangai ribadiscono che al momento non c’è un concreto pericolo di epidemia e soprattutto non esistono prove di una possibile trasmissione del virus da uomo ad uomo ma solo da volatile ad uomo , ciò riduce i rischi di una pandemia quello che avvenne 10 anni fa con l’aviaria del ceppo H5N1 sviluppatosi sempre in Cina e quindi dal 2005 diffusosi anche in Europa .

Sulle modalità di diffusione non ci sono uniformità di vedute tra gli scienziati ; infatti c’è chi afferma che l’infezione venga trasmessa dalla selvaggina selvatica durante le migrazioni tramite i propri escrementi che conterrebbero il virus ; per altri invece il vero focolaio di infezione sarebbero gli allevamenti intensivi ed il commercio legale ed illegale del pollame infetto. Quest’ultima deriva dall’osservazione che gli scienziati fecero nel 2005 quando l’infezione si spostò dall’Asia all’Europa nel mese di luglio, periodo in cui non si verificano migrazioni di uccelli.

Un forte richiamo viene fatto dalla FAO che indica necessario l’attivazione di precise misure di biosicurezza e mette in evidenza il fatto che questo nuovo virus H7 N9 è difficile da identificare nel pollame poiché causa pochi o nessun sintomo negli animali così che i contadini o gli allevatori non si rendono conto che alcuni animali possono essere ammalati .Le misure di biosicurezza più comuni includono il monitoraggio,la sorveglianza , l”isolamento, il trasporto limitato ed anche l’eliminazione degli animali infetti e rappresentano un primo ed efficacie modo di proteggere la catena alimentare .La FAO raccomanda anche misure preventive quali tenere separati gli animali dalle aree dove risiedono persone , lavarsi spesso e bene le mani , mangiare carne ben cotta , rivolgersi subito al medico in caso di febbre dopo aver avuto contatti con pollame .

Questa volta però le autorità cinesi non vogliono farsi trovare impreparati ed hanno già provveduto alla chiusura di un mercato dove si vendono volatili vicino a Shangai ed hanno ordinato di abbattere più di 20 mila esemplari tra polli, anitre ,oche e piccioni sospetti .Inoltre hanno avviato monitoraggio sul pollame e su altri mercati sempre della zona intorno a Shangai .L’OMS stessa ha elogiato la Cina per aver mobilitato risorse nel Paese per combattere il diffondersi dell’infezione.

DOTT. GIORGIO ROSSI

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