L’evasione del ‘mostro di San Valentino’: come è possibile?

BARTOLOMEO GAGLIANO EVASO DURANTE UN PERMESSO-PREMIO

di Alessia Rondelli (praticante avvocato presso lo studio legale RPC)

GENOVA, 22 DICEMBRE 2013- Bartolomeo Gagliano, nato in Sicilia nel 1958, residente a Savona, e noto alle autorità per la sua ricca carriera criminale, la quale conta ben tre omicidi e due tentati, svariate rapine, stupri, estorsioni ed evasioni. È questo l’identikit del serial killer evaso durante un permesso premio dal carcere di Marassi a Genova, nel quale stava scontando un residuo di pena di 1 anno e qualche mese per tentata estorsione, e arrestato ieri al di là del confine di Stato a Mentone. Sono circa le 6 del mattino quando Gagliano ferma a Savona un panettiere che stava finendo il suo giro di consegne e, mostrandogli la pistola, gli intima di portarlo a Genova, caricando in auto tre borsoni. Ma una volta arrivati nel capoluogo ligure il pluriomicida ha fatto scendere il panettiere per proseguire da solo la fuga su una Fiat Panda Van verde, facendo perdere le sue tracce. Dopo giorni di ‘fuoco’ il soggetto è stato ritrovato e catturato a Mentone, sul confine francese, si è detto molto dispiaciuto per il suo colpo di testa e per aver tradito la fiducia che le autorità gli avevano concesso. A seguito del grave episodio è stato aperto un fascicolo d’indagine dalla Procura di Genova ipotizzando i reati di evasione, sequestro di persona, rapina e porto abusivo di arma  da fuoco. Il pm Landolfi, che già in passato aveva arrestato il Gagliano, è titolare delle indagini in coordinamento con il commissario di Cornigliano. Si ritiene che la fuga sia stata frutto di una decisione improvvisa perché fino a quel momento il Gagliano aveva mantenuto un comportamento normale: una visita alla madre ed una al dipartimento di salute mentale programmata da tempo, dato che l’uomo era stato riconosciuto più volte infermo di mente. L’episodio ha scatenato un clima di forte preoccupazione, in particolare delle prostitute della zona visti i suoi precedenti penali specifici: il primo omicidio a soli 22 anni fu di una prostituta poi anni dopo freddò un travestito ed un transessuale la notte del 14 febbraio. Poi il tentato omicidio della sua fidanzata 23enne, in cui questa rimase fortunatamente solo ferita; la sua firma sempre un colpo di pistola calibro 7,65 al volto. Nel mezzo periodi di ospedale psichiatrico, di reclusione ed evasioni in cui ha sempre dimostrato la sua propensione criminale commettendo rapine, estorsioni e aggressioni. Ed è proprio tutto questo a lasciare interdetti, soprattutto dopo le parole del direttore del carcere Mazzeo, che ora rischia il trasferimento: “Noi non sapevamo nulla dei suoi precedenti, per noi era solo un rapinatore. Lo abbiamo valutato in base al fascicolo di reato per cui era detenuto risalente al 2006 che lo indica come rapinatore”.  Aggiunge poi il magistrato di sorveglianza Verrina che ha firmato il permesso: “E’ stato rilasciato su basi legittime dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità, capacità di collaborare, tranquillità e nessun rilievo psicopatologico”. Molto dura invece la reazione del Ministro Cancellieri che ha bollato la vicenda come episodio gravissimo, fortunatamente finito bene, che richiede accertamenti rigorosi, dicendosi preoccupata anche perché ciò rischia di bloccare tutto ciò che si sta cercando di fare con il progetto carceri.

 Cos’è un permesso premio e come è disciplinato?

Il permesso-premio (art. 30 ter L. n. 354/1975 Ordinam. Peniten., introdotto dalla legge Gozzini n. 663/1986) rappresenta una misura di incentivo al reinserimento sociale nel più ampio significato della funzione rieducativa della pena perché consente ai detenuti di uscire dal carcere per coltivare interessi affettivi, culturali e di lavoro. Requisiti essenziali per la concessione sono la regolare condotta (costante senso di responsabilità e correttezza) e l’assenza di pericolosità sociale, i quali devono essere valutati attentamente. Inoltre esistono dei limiti oggettivi: a) pene inferiori ai 3 anni, b) pene superiori ai 3 anni dopo l’espiazione di almeno 1/4 della pena, c) reati dell’art. 4bis dopo l’espiazione di almeno metà della pena e comunque di non oltre 10 anni, d) per l’ergastolo dopo l’espiazione di almeno 10 anni. I permessi possono avere durata massima di 15 giorni ogni volta per  una durata complessiva di 45 giorni ogni anno e sono concessi su istanza al magistrato di sorveglianza competente per territorio sentito il parere motivato del direttore del carcere. L’esperienza dei permessi premio è parte integrante del programma di trattamento e deve essere seguita dagli educatori e assistenti sociali penitenziari in collaborazione con gli operatori sociali del territorio.

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