Novecento scimmie cinesi destinate alla vivisezione arrivano a Monza. Animalisti in rivolta

MONZA, 26 FEBBRAIO ’12 – Arrivano dalla Cina e a bordo di Tir raggiungono la città di Correzzana, in provincia di Monza, dove hanno sede i laboratori della Harlan, una delle più grandi multinazionali impiegate nel settore della vivisezione presente in quattro continenti. Sono ben 900 le scimmie che hanno raggiunto i laboratori brianzoli nei giorni scorsi e, ovviamente, la cosa non è passata inosservata tanto che, sembra, i prossimi carichi potrebbero raggiungere la Harlan alle prime ore dell’alba onde evitare le proteste, già numerose, degli animalisti. In ogni caso questo esercito di scimmie entra di diritto a far parte dei record di cavie mai arrivate ai laboratori italiani che le destinano alla vivisezione: 150 sono già arrivate a Correzzana ma se ne attendono altre 750 che dalla Cina, anche se alcuni esemplari pare provengano da paradisi esotici, arrivano a Roma-Fiumicino e quindi, dentro delle gabbie e stipate nei Tir, approdano nei laboratori. In Italia Harlan ha due allevamenti, uno a San Pietro al Natisone, provincia di Udine, l’altro a Correzzana e un laboratorio a Bresso all’interno degli stabili della farmaceutica Zambon. Nel 2006 i laboratori furono presi di mira dal Fronte Liberazione Animale che ha scattato immagini agghiaccianti mettendo in luce le condizioni in cui le cavie venivano tenute: animali impalati con stuzzicadenti, decine di cadaveri stipati nei frigoriferi dei laboratori, sangue e feci nelle gabbie. tuttavia le richieste per la Harlan, sede centrale a Minneapolis, sono numerose e provengono da tutto il mondo, così la società deve provvedere a laboratori pubblici, privati, ospedali, università e aziende farmaceutiche. Il Coordinamento “Fermiamo Harlan” spiega che “In Italia si occupa prevalentemente di sperimentazione per conto terzi e allevamento di animali destinati alla vivisezione: topi, ratti, conigli, cavie, primati e altri grandi mammiferi. Fa stallo per il trasferimento di cani beagle, ma non li alleva (a differenza che in Francia e Germania). La specialità del gruppo è la “produzione” di animali geneticamente modificati per un migliore utilizzo nella sperimentazione. Un esempio sono gli animali “programmati” a sviluppare il cancro o con difese immunitarie “adatte” all’inoculazione dei virus della polio e del vaiolo delle scimmie”. È possibile firmare la petizione “FERMIAMO HARLAN – FERMIAMO LA VIVISEZIONE!”.

ELEONORA DOTTORI

D: Come viene disciplinata la vivisezione nel nostro Paese?

R: In Italia la sperimentazione animale è regolamentata principalmente dal Decreto Legislativo n. 116 del 27 gennaio 1992 “Attuazione della direttiva (CEE) n.609/86 in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici” . Tale decreto ha introdotto un articolato regime di controllo che impone a qualsiasi ricercatore, persona fisica o giuridica, pubblica o privata, il rispetto di precisi requisiti, limiti e condizioni stabiliti in ciascuna fase di utilizzazione degli animali. In altre parole la sperimentazione è ammessa e lecita soltanto nel rispetto di criteri molto restrittivi al di fuori dei quali (escluse le possibile deroghe), si configura un illecito di natura amministrativa e nei casi più gravi, di natura penale.
In particolare il decreto legislativo 116/1992 prevede che chiunque voglia intraprendere un’attività di ricerca con utilizzo di animali deve in ogni caso rispondere a specifiche esigenze imposte dalla normativa stessa e cioè dimostrare che non è possibile ricorrere ad altri metodi scientificamente validi che non comportino l’uso di animali,dimostrare la scelta del ricorso ad una determinata specie, mettere in atto procedure che evitino sprechi, ripetizioni e sofferenze inutili , operare con strumenti adeguati in strutture autorizzate, esercitare l’autocontrollo con dimostrata preparazione al corretto uso dell’animale, operare sotto il controllo sanitario permanente di un medico veterinario a ciò preposto.
Gli esperimenti possono essere fatti solo previa comunicazione al Ministero della Sanità o se prevista, dopo aver ricevuto l’autorizzazione in deroga a divieti prescritti dalla legge.
Gli esperimenti devono essere eseguiti conformemente al protocollo inviato al Ministero e ogni comunicazione deve essere comunicata. Tra i divieti espressi quello di eseguire sperimentazioni su cani, gatti, primati, specie in via di estinzione, di eseguire esperimenti senza anestesia, generale o locale, di eseguire sperimentazioni a solo scopo didattico, di praticare procedure che inducano forti dolori e privazioni. Deroghe a tali divieti possono essere concesse dal Ministero della Sanità per ricerche considerate di elevato contenuto scientifico.
La c.d. obiezione di coscienza alla sperimentazione animale è regolata invece dalla Legge n. 413 del 12 ottobre 1993 “Norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”.

AVV.TOMMASO ROSSI

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