Non vuole giocare a calcio con loro, studentessa pestata a sangue dal branco

GENOVA, 23 GENNAIO ’12 – Al branco basta poco per infuriarsi e diventare feroce. Basta che una ragazza dica “no” e scatta la violenza. In piazza Caricamento, nel centro storico di Genova, una studentessa colombiana di 24 anni è stata aggredita e pestata a sangue da quattro giovani stranieri, ventenni, per aver rifiutato di giocare a pallone con loro. La ragazza, studentessa di 24 anni, colombiana è ricoverata in ospedale. Ne avrà per trenta giorni prima che tibia e perone possano guarire da quella brutta frattura. Dal suo letto di degenza riceve la solidarietà di parenti, amici, della città di Cuneo che si inchina come mortificata a quanto avvenuto la notte scorsa in pieno centro. E ogni volta che lei chiude gli occhi, rivive con terrore quei terribili momenti in cui la follia esplode senza motivo. Stava passando in piazza Caricamento, nel cuore della cittadina, era un po’ tardi. E’ stata avvicinata da quattro ventenni, tutti stranieri con un pallone in mano. “Vuoi fare quattro tiri a calcio con noi?”, le avrebbero chiesto i ragazzini. Ma lei no, non voleva, era tardi, stava rincasando. “No”, ed è proseguita per la sua strada allontanandosi. Ma quel rifiuto ha fatto scattare la violenza. I ragazzi le hanno lanciato con forza una pallonata in faccia, in segno di derisione o di provocazione. Lei, arrabbiata, ha fatto per reagire, dando loro dei maleducati e pretendendo delle scuse. Ma invece delle scuse, i ragazzi l’hanno circondata, quattro contro una, l’hanno presa a pugni, calci. Botte senza ragione, innescate solo da quel rifiuto. Una violenza feroce che è continuata nonostante le lacrime e le grida della ragazza, finché qualcuno non s’è avvicinato per soccorrerla, allora il branco se l’è svignata. La giovane, rimasta a terra sanguinante e con una gamba fratturata, è stata aiutata da alcuni passanti e poi dal fidanzato che è subito arrivato e l’ha accompagnata in pronto soccorso.

La ragazza ha sporto denuncia alla polizia, che sta cercando gli autori del violento pestaggio. La città è sotto choc. Un episodio di violenza in strada che si consuma in pieno centro, di sera, ai danni di una ragazza giovanissima e per di più, da un gruppo di ventenni lascia la società civile e l’opinione pubblica interdetta.

TALITA FREZZI

D: Di cosa saranno accusati i ragazzi autori del pestaggio?

R: Lesioni personali volontarie, da capire quanto durerà la malattia per catalogare in semplici, gravi o gravissime, con sostanziali differenze in termini di competenza (giudice di pace o Tribunale) e pena.

Il reato di lesioni personali dolose, previsto dall’art. 582 c.p, punisce chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalle quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione da tre mesi a tre anni. Le lesioni sono considerate gravi dal nostro codice penale, con pena da 3 a 7 anni di reclusione, in varie ipotesi tra cui quella in cui la lesione determina l’indebolimento permanente di un senso o di un organo, la messa in pericolo della vita o una malattia di durata superiore a 40 giorni o se la persona offesa è donna incinta e si anticipa per questo il parto; la lesione è gravissima, con pena della reclusione da 6 a 12 anni, se dalla lesione deriva, tra l’altro, la perdita di un senso o di un organo o di un arto o della capacità a procreare, o lo sfregio permanente del viso .

D: La ragazza potrà chiedere un risarcimento danni ai suoi aggressori e costituirsi parte civile in un eventuale processo contro di loro?

R: Certamente sì, in quanto persona offesa dal reato potrà partecipare al processo penale costituendosi parte civile al fine di richiedere il risarcimento dei danni materiali e morali prodotti dal reato.

AVV.TOMMASO ROSSI

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