Naufragio Concordia: la Procura avvisa le parti su Youtube, per Schettino chiesto il rinvio a giudizio

GROSSETO, 27 FEBBRAIO ’13 – Un video sul canale Youtube, con la traduzione in cinque lingue, per informare le parti sulle richieste di archiviazione e di rinvio a giudizio al gip. Così si sta muovendo la Procura della Repubblica di Grosseto sul maxi processo per il naufragio della nave da crociera Costa Concordia, avvenuto la sera del 13 gennaio 2012 di fronte alle coste di Isola del Giglio. La Procura di Grosseto ha chiesto al Gup Pietro Molino il rinvio a giudizio per il comandante della nave Concordia Francesco Schettino, accusato di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio, abbandono di nave.
La sua posizione, anche in considerazione delle violazioni al Codice della Navigazione, è molto delicata.  Mentre è stato chiesto anche di archiviare a Schettino l’accusa di distruzione dell’habitat naturale, visto che il relitto della Costa Concordia così piegato in mare ha comunque provocato un danno sia all’immagine turistica della Toscana che ambientale, con la dispersione di carburante e materiali in mare. Tuttavia, su questo è stata chiesta l’archiviazione.
Chiesto il processo anche per due ufficiali che si trovavano in plancia: il timoniere, l’hotel director e Roberto Ferrarini. Quella del comandante Schettino, secondo il Procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, è una  “smisurata responsabilità”, anche considerando “la impressionante serie di errori commessi in tutte le fasi della vicenda, a partire dalla manovra scellerata e fino alla criminale gestione dell’emergenza, conclusasi con l’abbandono della nave e delle persone, inermi e terrorizzate a bordo”, commenta il procuratore. La Procura ha trasmesso anche al gip la richiesta di patteggiamento fatta da Costa Crociere spa per illecito amministrativo dipendente dai reati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Il patteggiamento può valere la pena di un milione di euro. Con questa strada, le parti offese possono chiedere il risarcimento danni solo attraverso una causa civile. §
Per alcuni degli ufficiali a bordo, è stata richiesta l’archiviazione, così come per Salvatore Ursino (in addestramento) accusato di cooperazione in omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime,  per Roberto Bosio (il comandante in seconda della nave Costa Concordia che al momento dell’urto contro gli scogli dell’Isola del Giglio era a riposo) e i dirigenti di terra della Costa spa, Manfred Ursprunger e Paolo Giacomo Parodi. Ursino viene “archiviato” anche per il reato di naufragio colposo.
Per la contravvenzione di mancata collaborazione con le autorità marittime viene chiesta l’archiviazione dell’ufficiale di bordo Andrea Bongiovanni (ufficiale di coperta addetto alle comunicazioni), del cartografo Simone Canessa, del vicepresidente di Costa Manfred Ursprunger. Per la contravvenzione di cooperazione in distruzione e deterioramento dell’habitat in un sito protetto lo stesso comandante Francesco Schettino, gli ufficiali a bordo Ciro Ambrosio, Salvatore Ursino, Silvia Coronica e il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin. Archiviata anche la posizione di Costa Crociere spa per l’illecito amministrativo che deriva dal reato di distruzione e deterioramento dell’habitat naturale in sito protetto. Le parti offese hanno dieci giorni per presentare opposizione alle richieste di archiviazione. Su YouTube la Procura illustra le sue decisioni con un video di circa due minuti e mezzo dove compare una scritta scorrevole e una voce fuori campo.

TALITA FREZZI

D: Il mezzo di Youtube per dare comunicazioni dalla Procura in quali casi viene autorizzato?

R:Il nostro codice di procedura penale prevede che quando per il numero dei destinatari o per l’impossibilità di identificarne alcuni, la notificazione nelle forme ordinarie alle persone offese risulti difficile, l’autorità giudiziaria può disporre, con decreto in calce all’atto da notificare, che la notificazione sia eseguita mediante pubblici annunzi e l’uso di un mezzo di diffusione. In questo caso lo strumento di youtube evidentemente è stato considerato come tale. Nel decreto sono indicati,  quando occorre, i destinatari nei cui confronti la notificazione deve essere eseguita nelle forme ordinarie e sono indicati i modi che appaiono opportuni per portare l’atto a conoscenza degli altri interessati. In ogni caso, copia dell’atto è depositata nella casa comunale del luogo in cui si trova l’autorità procedente e un estratto è inserito nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
La notificazione si ha per avvenuta quando l’ufficiale giudiziario deposita una copia dell’atto, con la relazione e i documenti giustificativi dell’attività svolta, nella cancelleria o segreteria dell’autorità procedente.

D: In cosa consiste il reato di naufragio colposo?

R: L’art. 428 del nostro codice penale punisce chiunque cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di altrui proprietà.
La pena è aumentata se il fatto è commesso distruggendo, rimuovendo o facendo mancare le lanterne o altri segnali, ovvero adoperando falsi segnali o altri mezzi fraudolenti. Inoltre tali disposizioni  si applicano anche a chi cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di sua proprietà, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica.

D: Il reato di distruzione e deterioramento dell’habitat in un sito protetto viene contemplato nel codice della navigazione? Come si traduce?

R:  Il reato di distruzione e deterioramento di un habitat all’interno di un sito protetto è una fattispecie penale introdotta recentemente  nel nostro ordinamento  dal D.lgs.  121/11 (con decorrenza dal 16 agosto 2011) con l’art. 733 bis del codice penale che prevede che chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge un habitat all’interno di un sito protetto, o comunque lo deteriora compromettendone lo stato di conservazione, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda non inferiore a 3. 000 euro.
Ricordiamo inoltre  che il D.Lgs. 121 del 2011 ha esteso la responsabilità degli enti di cui al D.lgs. 231/2001 anche ai reati ambientali e quindi anche a questa fattispecie;  ha di fatto previsto che del medesimo reato ne possano rispondere anche i complessi societari pertanto tutte le persone, sia fisiche che giuridiche, possono essere  “imputati”  in ordine al reato di distruzione o deterioramento di habitat in sito naturale protetto.

AVV.VALENTINA COPPARONI

 

 

 

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