Naufragio Concordia, dopo la Cassazione il comandante Schettino resta ai domiciliari

ROMA, 11 APRILE ’12 – Il comandante Francesco Schettino, accusato di aver portato la nave da crociera Costa Concordia al naufragio il 13 gennaio scorso di fronte a Isola del Giglio, resta agli arresti domiciliari. La decisione è della Corte di Cassazione, che ieri ha rigettato sia il ricorso presentato dalla Procura di Grosseto che quello della difesa dell’ufficiale. Un’udienza durata più di tre ore e una camera di consiglio-fiume che solo dopo le 20 ha sciolto la riserva dei giudici su questa importante decisione. I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso della Procura che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza emessa dal Riesame e di disporre il fermo in carcere per il comandante Schettino. Rigettato anche il ricorso presentato dagli avvocati difensori, che chiedevano di annullare l’ordinanza e quindi la revoca degli arresti domiciliari motivando la richiesta con l’insussistenza del pericolo di inquinamento delle prove nei confronti dell’indagato.

Il comandante Schettino è accusato tra gli altri reati di omicidio colposo plurimo, abbandono della nave, naufragio, comunicazione non corretta alle Capitanerie di porto. Reati commessi in relazione al naufragio della Costa Concordia il 13 gennaio scorso a poche centinaia di metri dalle coste di Isola del Giglio, dove il relitto è ancora semi-inabissato come uno scheletro, come una lapide per le tante persone che su quella lussuosa nave quel maledetto 13 gennaio hanno perso la vita.

TALITA FREZZI

D: Come mai si è giunti in Cassazione? E come mai due ricorsi di contenuto e richieste opposti?

R: L’ordinanza emessa dal tribunale del Riesame in materia di misura cautelari personali è ricorribile per cassazione per motivi di legittimità. Dopo la conferma della stessa da parte della Suprema Corta si forma il cd. “giudicato cautelare”, cioè una sorta di intangibilità valutativa per quanto riguarda questa fase cautelare salvo la sopravvenienza di nuovi elementi che possano far accedere ad una diversa valutazione. In questo caso sia la difesa che la pubblica accusa hanno proposto ricorso in Cassazione, per motivazioni e richieste opposte. I due ricorsi vengono poi riuniti e trattati insieme attenendo allo stesso tema di decisione.

AVV.TOMMASO ROSSI

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