Naufraga barcone a Lampedusa, forse un centinaio a bordo. Tra i 56 sopravvissuti una donna incinta

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LAMPEDUSA, 8 SETTEMBRE ’12 – Tragico naufragio di un barcone a Lampedusa. Al momento non si conosce il numero delle persone a bordo, c’è chi parla di un centinaio di persone e chi dice anche di più, ed è provvisoria anche la conta dei dispersi. La tragedia sarebbe avvenuta l’altra notte nel Canale di Sicilia a largo di Lampedusa, non lontano dall’isolotto di Lampione. Sul posto stanno lavorando la Guardia costiera e la Guardia di finanza, mezzi aerei e tre navi della Nato, oltre ai sommozzatori in cerca del relitto. Al momento, ma il bilancio è provvisorio e potrebbe subire variazioni ora dopo ora, sarebbero stati recuperati 56 superstiti tra cui una donna incinta. A non avercela fatta invece, potrebbero essere una ottantina di persone. La vicinanza con l’isola di Lampione è stata provvidenziale, infatti, molti dei naufraghi sarebbero riusciti a salvarsi raggiungendo a nuoto le spiagge dove poi sarebbero stati recuperati dalle motovedette dei soccorsi. Solo uno dei naufraghi è stato trasferito a terra in elicottero per via delle sue condizione di salute, tutti gli altri stanno bene. Hanno detto di essere tunisini e che il barcone, partito tre giorni fa, sarebbe affondato in pochissimi minuti. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio, visto che una vittima è stata rinvenuta. Gli inquirenti dovranno capire se tra i sopravvissuti ci sono anche gli scafisti. Come detto il bilancio della tragedia è provvisorio, secondo i superstiti nell’imbarcazione sarebbero stati in 136, tra cui molte donne e bambini, di questi almeno un’ottantina sarebbero ancora dispersi e più passano le ore e meno speranze ci sono di trovarli in vita.
ELEONORA DOTTORI
D: Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, quali le penhe previste?
R: Il
reato è previsto dall’art. 12 del d.lgs. 286/1998 (c.d. Testo Unico in materia di Immigrazione) che punisce chiunque promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato o comunque compie atti diretti a procurarne l’ingresso in modo illegale nello Stato o di altro Stato di cui la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente. La pena prevista è la reclusione da 1 a 5 anni e la multa di 15.000 euro per ogni persona di cui si è favorito l’ingresso illegale.
Ci sono anche ipotesi aggravate (reclusione da 5 a 15 anni) tra le quali l’aver sottoposto la persona trasportata a pericolo per la sua vita o per la sua incolumità al fine di procurarne l’ingresso o la permanenza illegale oppure l’aver sottoposto la persona a trattamento inumano o degradante o l’aver compiuto i fatti in 3 o più persone o nei confronti di 5 o più persone.
AVV.VALENTINA COPPARONI

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