‘My life is miserable’. L’Alta Corte nega il diritto di morire all’uomo che twitta con gli occhi.

LONDRA, 17 AGOSTO 2012 – Tony Nicklinson (58), totalmente paralizzato nel suo corpo a causa di un incidente avvenuto nel 2005, chiese all’Alta Corte inglese il “diritto di morire” definendo la sua vita miserabile, insignificante, indegna ed intollerabile. “Non ho più privacy, né dignità”, esprime nella sua dichiarazione alla Corte. Ciò che ha chiesto ai tre giudici della Corte è che il dottore che fosse disposto ad aiutarlo a morire non fosse perseguito penalmente con l’accusa di omicidio. Tuttavia, oggi arriva il verdetto della Corte: solo il Parlamento può esprimersi sul punto, modificando la legge sull’eutanasia. I giudici inglesi ritengono infatti che sentenziare su tale caso vada aldilà di coloro che sono coinvolti, nella fattispecie il Sig. Nicklinson: se si tratta di cambiare la norma sul reato di omicidio, è necessario che il Parlamento intervenga.

L’uomo che twitta con gli occhi – Il Sig. Nicklinson è completamente paralizzato dal collo in giù. Non può parlare e si limita a comunicare battendo le palpebre degli occhi. Oggi, dopo il verdetto della Corte, ha espresso il suo disappunto su twitter “Credo che il team di legali sia pronto ad andare in fondo alla questione ma sfortunatamente questo per me significa un altro periodo di sofferenza fisica, miseria e angoscia mentre scopriamo chi controlla la mia vita – me o lo stato”.

Illegalità dell’eutanasia in Regno Unito – L’eutanasia è illegale in tutto il regno unito. Chiunque fosse trovato nell’atto di assistere un suicidio sta infrangendo la legge e può essere perseguito per il reato di “assistenza al suicidio” o il tentativo. Tra il 2003 e il 2006 Lord Joffe fece quattro tentativi per introdurre una legge che legalizzasse l’eutanasia volontaria – tutte respinte dal Parlamento inglese. Attualmente, Dr Nigel Cox è l’unico medico britannico accusato di tentata euthanasia, condannato a 12 mesi con la condizionale nel 1992. Tuttavia, in ossequio al principio del doppio effetto, nel 1957 nel caso del Dr John Bodkin Adams, la corte sentenziò che causare la morte attraverso la somministrazione di farmaci letali al paziente, se l’intenzione è unicamente quella di alleviare il dolore, non può essere considerato omicidio, sebbene la morte sia una conseguenza potenziale o addirittura probabile.

CLARISSA MARACCI

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