Muoiono i cavalli sul set: interrotta la prima stagione della fiction ‘Luck’

USA, 16 MARZO ’12 – Si chiama “Luck”, che in inglese significa fortuna, la fiction che ha tra i protagonisti Dustin Hoffman e Nick Nolte. Alla faccia della buona sorte però l’emittente che la produce ha deciso di sospenderla dopo che tre cavalli utilizzati per le riprese sono morti. Alla prima stagione di successo, infatti, sarebbe dovuta seguirne una seconda ma i produttori David Mich e Michael Mann, assieme ai vertici dell’emittente Hbo che la produce, hanno deciso di non procedere ulteriormente con le riprese. Il problema sta nel fatto che i cavalli utilizzati per girare alcune scene di corse ippiche avevano smesso l’attività da tempo – infatti nessun proprietario di purosangue si sognerebbe mai di rischiare un cavallo ancora in attività per una fiction – e non avendo evidentemente modo di distinguere la gara reale dalla simulazione, alle griglie di partenza ce la mettevano tutta andando ben oltre le proprie capacità. Ecco quindi che tre cavalli sono rimasti vittime di uno sforzo che non potevano più fisicamente sostenere. La decisione presa dalla produzione di interrompere le riprese è stata accolta con favore dalle associazioni animaliste, in primis dalla Peta che aveva chiesto in più occasione alla Hbo di utilizzare immagini di repertorio di corse di cavalli piuttosto che mettere a rischio la vita degli animali per riprese ex novo. Se però da un lato la produzione parla di una scelta presa a malincuore ma necessaria perché la sicurezza sul set viene prima di tutto, la Peta sostiene che per portare i cavalli per così dire “fuori forma” a performance ottimali, senza avvertire dolori, sarebbero state somministrate delle droghe.

ELEONORA DOTTORI

 

D: In questo caso è ravvisabile il reato di maltrattamenti di animali?

R: Il nostro codice penale ha inserito nel 2004 un’apposita disciplina per i reati contro gli animali e la  normativa è stata recentemente modificata con legge 201/2010
di Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, stipulata a Strasburgo il 13 novembre 1987, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 283 del 03/12/2010. La Convenzione europea, uno dei testi base in materia di tutela degli animali, riconosce l’obbligo morale dell’uomo e di rispettare tutte le creature viventi e “l’importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”. La medesima Convenzione recita che “per animale da compagnia si intende ogni animale tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico per diletto e compagnia”.
In particolare nel nostro codice penale l’art. 544 bis ( uccisione di animali ) punisce con la reclusione da  4 mesi a 2 anni chiunque uccide un animale senza
necessità o per crudeltà, mentre l’art. 544 ter c.p. (maltrattamenti di animali) punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi e la pena è aumentata della metà se dai fatti sopra descritti deriva la morte dell’animale.

Gli altri reati posti dal codice penale a tutela degli animali sono quello di “spettacoli o manifestazioni vietate” (che comportino sevizie o strazio per gli animali), “divieto di combattimenti tra animali”. La nuova normativa del 2010 introduce anche i reati di “traffico illecito di animali da compagnia” e di “introduzione illecita di animali da compagnia”.

La Convenzione europea pone l’attenzione anche su un altro fenomeno spesso diffuso ossia quello degli interventi chirurgici per modificare l’aspetto degli animali da compagnia. In particolare afferma che “Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non terapeutici debbono essere vietati, in particolare: a) il taglio della coda; b) il taglio delle orecchie; c) la recisione delle corde vocali; d) l’asportazione delle unghie e dei denti. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente: a) se un veterinario considera un intervento non terapeutico necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un singolo animale”. Essendo, oramai, la suddetta Convenzione ratificata in legge, questo articolo dovrà essere rispettato dai veterinari; questi ultimi, qualora effettuassero interventi chirurgici per modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, potranno essere perseguiti penalmente per maltrattamento animale ai sensi dell’art. 544 ter del codice penale.

 

AVV.TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply