Morti due cavalli alla corsa britannica “Grand National”. È polemica nel Paese

LIVERPOOL, 16 APRILE ’12 – Si svolge ogni anni sin dal 1839 sul tracciato di Aintree, vicino Liverpool, ed è la corsa di cavalli britannica più famosa al mondo. Quest’anno però la tre giorni cominciata giovedì scorso e terminata sabato è costata la vita a due purosangue, scatenando molte polemiche tra gli animalisti che la definiscono senza mezzi termini “un bagno di sangue”. La manifestazione prevede una serie di corse sul circuito che si chiudono con la gara finale che viene chiamata appunto “Grand National”. All’evento partecipano fino a quaranta cavalli che seguono un percorso di sei chilometri, soprattutto in pianura, che permette al vincitore di intascare una somma pari a quasi 1,2 milioni di euro complessivi. Come detto l’evento è diviso in tre giorni, il primo è il Liverpool Day ed è dedicato alla città che da sempre ospita la manifestazione ippica, il secondo è il Ladies

Day dedicato alle donne che sfoggiano abiti alla moda e improbabili cappellini, ed il terzo che è quello dedicato alla corsa principale. Quest’anno la morte di due purosangue, Synchronised e According To Pete, e il ferimento di altri due ha riacceso le polemiche sulla corsa e sulla difficoltà degli ostacoli che i cavalli devono superare.  Synchronised e According To Pete sono crollati dopo aver saltato il temibile Becher’s Brook, un blocco fatto di tronchi di abete. Dal 2000 ad oggi sono 35 i cavalli morti in questa corsa. Gli animalisti della Rspca, la più grande formazione della Gran Bretagna, ha chiesto che la gara venga revisionata. Già lo scorso anno la federazione ippica inglese aveva preso provvedimenti dopo la morte di due cavalli e la società che si occupa della gestione delle corse avrebbe speso, secondo la stampa locale, la bellezza di 250mila sterline per rendere il tracciato più sicuro ed intensificare i controlli pre-gara: “La sicurezza, ha spiegato il direttore delle corse, è la priorità per gli organizzatori del Grand National e noi compiamo tutti gli sforzi per assicurare che all’evento si possa partecipare in sicurezza”. Evidentemente però qualcosa ancora non va.

ELEONORA DOTTORI

D: Come è punito dal nostro ordinamento il maltrattamento di animali?

R: Il nostro codice penale ha inserito nel 2004 un’apposita disciplina per i reati contro gli animali e la  normativa è stata recentemente modificata con legge 201/2010 di Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, stipulata a Strasburgo il 13 novembre 1987, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 283 del 03/12/2010. La Convenzione europea, uno dei testi base in materia di tutela degli animali, riconosce l’obbligo morale dell’uomo e di rispettare tutte le creature viventi e “l’importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”. La medesima Convenzione recita che “per animale da compagnia si intende ogni animale tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico per diletto e compagnia”.

In particolare nel nostro codice penale l’art. 544 bis ( uccisione di animali ) punisce con la reclusione da  4 mesi a 2 anni chiunque uccide un animale senza
necessità o per crudeltà, mentre l’art. 544 ter c.p. (maltrattamenti di animali) punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi e la pena è aumentata della metà se dai fatti sopra descritti deriva la morte dell’animale.
Gli altri reati posti dal codice penale a tutela degli animali sono quello di “spettacoli o manifestazioni vietate” (che comportino sevizie o strazio per gli animali), “divieto di combattimenti tra animali”. La nuova normativa del 2010 introduce anche i reati di “traffico illecito di animali da compagnia” e di “introduzione illecita di animali da compagnia”.
La Convenzione europea pone l’attenzione anche su un altro fenomeno spesso diffuso ossia quello degli interventi chirurgici per modificare l’aspetto degli animali da compagnia.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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