Milano: bimba di 2 anni in Rianimazione, forse picchiata dai genitori

MILANO, 30 DICEMBRE ’11 – Quando ieri sera sono entrati al pronto soccorso dell’ospedale maggiore di Crema, papà e mamma – entrambi egiziani ma residenti a Crema – avevano disegnati in volto la preoccupazione e l’ansia. Hanno detto ai medici che la loro bambina di due anni era caduta dalle scale. Martedì. E quando i sanitari hanno visitato la piccola paziente, le hanno riscontrato su tutto il corpicino lividi e segni non compatibili con una caduta accidentale dalle scale. Oltretutto, a insospettire i medici – che si sono rivolti alla polizia – ci sono le incongruenze nel racconto dei genitori e il ritardo con cui si sono rivolti all’ospedale. Mercoledì sera, mentre i due coniugi avrebbero dichiarato che la piccola era caduta dalle scale martedì mattina. Gli inquirenti, interessati dai medici dell’ospedale, ipotizzano che la bambina sia stata vittima di violenza da parte dei genitori, selvaggiamente picchiata e che quella delle scale sia la scusa banale per coprire un reato infame. Ora la piccina si trova ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Brescia, dove è stata trasferita dal pronto soccorso di Crema dopo che i medici hanno diagnosticato un quadro clinico complesso e molto grave. Di lei si stanno occupando amorevolmente medici e infermieri. Intanto, la polizia sta cercando di far luce sull’episodio.

TALITA FREZZI

D: Se la caduta dalle scale si rivelasse una scusa per coprire la violenza, di cosa potrebbero essere accusati i genitori?

R: Di lesioni personali aggravate dal rapporto di parentela. A carico dell’autore del fatto potrebbero essere ipotizzate anche le circostanze aggravanti di aver adoperato sevizie o comunque aver agito con crudeltà nei confronti della figlia e quello di essere stato determinato da motivi abietti o futili. Nei confronti dei genitori della minore potrebbe ipotizzarsi anche l’accusa per il reato di maltrattamenti in famiglia , se emergesse che le violenze nei confronti della bimba fossero ripetute nel tempo e non frutto di un raptus isolato.

D: Se la bambina non ce la facesse, cosa accadrebbe ai genitori? Di cosa dovrebbero rispondere?

R: Di morte come conseguenza di altro delitto, che si ha quando da un fatto preveduto come delitto doloso deriva, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione di una persona, le pene stabilite per il reato di lesioni o omicidio colposo sono aumentate. O addirittura di omicidio preterintenzionale o volontario, a seconda della ricostruzione circa le intenzioni che avevano i genitori.

D: In quali casi i medici dell’ospedale si devono rivolgere alla polizia?

R: In tutti i casi in cui si sospetta che un paziente possa essere vittima di un qualsiasi reato il medico, in quanto pubblico ufficiale, ha l’obbligo di denunciarlo alle autorità di pubblica sicurezza.

D: Quando interviene il tribunale per i minorenni con l’allontanamento?

R: L’allontanamento di un minore dalla famiglia viene disposto dal Tribunale dei Minorenni quando quest’ultima non risulta in grado di prendersene cura in modo corretto ed adeguato oppure quando ci sono situazioni di violenza e/o maltrattamenti fisici e psicologici a danno del minore. A volte l’allontanamento è solo temporaneo e si procede ad un affidamento a terzi su decisione del Giudice oppure (ipotesi meno frequente) su decisione degli stessi genitori. Il Tribunale dei Minorenni si attiva su segnalazione dei servizi sociali, della Procura della Repubblica di altri soggetti quali i genitori ed i parenti dello stesso minore poi la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni vaglia le segnalazioni e decide come procedere. Nei casi di alto rischio per il minore si procede ad un allontanamento d’urgenza se già non ha provveduto la pubblica autorità che può, quando il minore si trova in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica, a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, collocarlo in luogo sicuro sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione. In quest’ultima ipotesi i servizi sociali territoriali devono effettuare l’intervento di collocazione del minore in ambiente protetto e segnalarlo con urgenza alla Procura presso il Tribunale dei Minorenni per la decisione.

AVV.TOMMASO ROSSI

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