Mentana ritira le dimissioni: l’annuncio su Facebook


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ROMA, 15 DICEMBRE ‘11 – Ieri aveva lasciato un po’ tutti a bocca aperta la notizia che Enrico Mentana, il direttore del Tg di La7 e in un certo modo il condottiero dell’emittente che negli ultimi mesi ha avuto share da record, si era dimesso. Mentana aveva rassegnato le dimissioni a causa di una denuncia nei suoi confronti per comportamento antisindacale da parte dell’Associazione Stampa Romana e a causa del nullaosta all’azione dato dal CdR di LA7 (circostanza poi smentita dallo stesso CdR). In particolare il Direttore era accusato per essersi rifiutato di leggere un comunicato della Fnsi ( Federazione nazionale stampa italiana ) a sostegno dello sciopero indetto dai poligrafici entro lo sciopero generale dei sindacati.
L’annuncio era stato dato durante la trasmissione ‘La telefonata’ di Maurizio Belpietro, dove Mentana aveva spiegato che non era possibile proseguire il rapporto fiduciario con i suoi giornalisti dopo che era stata sollevata una denuncia nei suoi confronti e così avrebbe lasciato il Tg di La7. Già nell’edizione delle 20, però, il Direttore aveva parlato della possibilità di ritirarle laddove ci fosse stato un chiarimento, mentre già i suoi giornalisti all’unisono gli chiedevano di restare.
Puntuale la replica del CdR che ha chiarito di non aver mai sporto denuncia contro Mentana e che semmai il problema era sorto fra le rappresentanze sindacali e lo stesso organo di redazione, ma non bensì contro il Direttore a cui tutta la testata di La7 ribadiva grande stima per il grande successo di ascolti che il Tg di La7 riscuote ogni giorno. All’Associazione Stampa Romana è stata inoltrata la richiesta di ritirare la denuncia e in serata anche la Fnsi si è resa disponibile ad un chiarimento in merito. Ora Enrico Mentana sembra convinto a ritirare quelle dimissioni che, evidentemente, sarebbero pesate a molti. Il giornalista a chi gli chiedeva se erano vere le voci che lo vedevano alla direzione del Tg 1, ha risposto che non ci pensa proprio di andare alla Rai ( in cui già ha militato dal 1980 all’89 ), di cui non condivide l’organizzazione ed ha poi precisato che se dovesse fare una nuova esperienza, probabilmente seguirebbe le orme di Michele Santoro.

Dopo le tante manifestazioni di stima e solidarietà ricevute e dopo la rinnovata, piena fiducia ribadita dai sui collaboratori, Mentana dalla sua pagina facebook ha fatto sapere che ‘ ritirare le dimissioni è doveroso’.
E vista la sua serietà e professionalità, la cosa ci fa piacere.

ANDREA DATTILO

D: Come si qualifica un comportamento antisindacale? Quali sono i soggetti legittimati a rilevarlo?

R: Per “condotta antisindacale” si intende la condotta diretta a colpire i diritti e la libertà sindacale. Lo Statuto dei lavoratori (Legge 300/70), stabilisce all’art. 28 che, nel caso in cui il datore di lavoro si comporti in modo tale da impedire o limitare l’esercizio e la libertà dell’attività sindacale, il sindacato può “denunciare” (anche se come vedremo non si tratta di una vera e propria denuncia in senso tecnico) tale comportamento al Tribunale ordinario in funzione di giudice del lavoro attraverso uno specifico ricorso. La legittimazione ad agire in giudizio gli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali interessate.

Quando il Tribunale accerta che vi è stata una effettiva lesione dei diritti sindacali, può ordinare al datore di lavoro di cessare dal comportamento ritenuto antisindacale e di rimuovere gli effetti dallo stesso. Inoltre, il datore di lavoro che non ottempera al suddetto ordine può incorrere nel reato di cui all’art. 650 c.p. (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità).

L’art. 28 dello Statuto non definisce in maniera precisa quali siano le condotte antisindacali per questo aspetta al Giudice valutare, caso per caso, se la condotta sottoposta al suo vaglio possa qualificarsi come tale. La giurisprudenza ha avuto modo di precisare che i comportanti da ritenere antisindacali sono molto ampi ed in particolare si ritiene che tale procedimento serva a tutelare il sindacato e con esso i lavoratori oltre che dai comportamenti del datore di lavoro che incidono in modo diretto su diritti sindacali, anche da tutti quei comportamenti che ledono le prerogative del sindacato o che determinano una sorta di danno di immagine dell’organizzazione nei rapporti con i lavoratori

D: E’ giuridicamente corretto parlare di denuncia?

R: In senso strettamente giuridico non è corretto in quantoper “denuncia” ci si riferisce in genere a quella segnalazione effettuata all’Autorità Giudiziaria, spesso tramite gli ufficiali di polizia giudiziaria, di fatti di reato commessi da persone conosciute o anche da ignoti. In questo modo, acquisita la notizia di reato, viene aperto un procedimento penale al fine di svolgere le relative indagini per accertarne la fondatezza, individuarn gli eventuali responsabili ed agire nei loro confronti.

AVV. VALENTINA COPPARONI

 

 

 

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