‘Meglio in carcere che ai domiciliari con mio fratello, arrestatemi!’, singolare preghiera del pregiudicato

 CASERTA, 12 LUGLIO ’12 – E’ quantomai singolare preferire la detenzione in carcere – specie con tutto quello che si dice su sovraffollamenti, condizioni igienico-sanitarie, suicidi e problemi vari – piuttosto che scontare la pena agli arresti domiciliari nella propria abitazione con il proprio fratello. Eppure il pregiudicato Raffaele Conte, 59 anni di Aversa, ai domiciliari dal 16 gennaio scorso dopo una condanna per rapina, ieri è uscito e si è recato direttamente in Questura, pregando che lo arrestassero. “Meglio in galera che in casa con mio fratello”, avrebbe detto agli agenti, sorpresi e interdetti per quella richiesta inusuale. Pare che ieri, Conte e suo fratello avessero avuto l’ennesimo acceso diverbio, tanto che il pregiudicato ha pregato gli agenti di arrestarlo e di fargli scontare il resto della pena nelle patrie galere piuttosto che a casa del congiunto. Richiesta particolare, su cui certo non possono decidere gli agenti della Questura, ma il giudice. I poliziotti hanno potuto soltanto arrestarlo di nuovo per evasione. Ma lo hanno dovuto riportare a Lusciano, nella casa fratello, dove Raffaele Conte dovrà attendere la direttissima. E se lui aspetterà il processo per direttissima con le dita incrociate, c’è una forte possibilità che invece il giudice lo rispedisca ai domiciliari.

TALITA FREZZI 

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