Medico italiano accusato di aver preso a calci il figlio a Disneyworld

ORLANDO (FLORIDA), 3 LUGLIO ’12 – Dovrà rispondere di abuso su un minore il medico italiano di 41 anni, D.N., che sabato scorso era a Disneyworld, a Orlando in Florida, con la sua famiglia. Non si sa cosa abbia fatto perdere le staffe al medico, forse i suoi figli non la smettevano di farsi i dispetti, fatto sta che avrebbe colpito il piccolo di soli 3 anni al viso con un calcio. Il bambino era legato al passeggino, sono state le sue grida a richiamare l’attenzione di alcuni impiegati del parco che si sono recati sul posto. La notizia è uscita sul New York Daily News dove sono stati riportati i racconti di alcuni testimoni. Il piccolo probabilmente stava piangendo prima che il padre lo colpisse ma nemmeno le urla della madre sarebbero riuscite a fermare l’ira del medico. Il viso del bambino avrebbe cominciato a sanguinare e sul posto sarebbero arrivati i soccorsi visto che nessuno dei due, né il padre né la madre, avrebbero  acconsentito al ricovero del piccolo che avrebbe riportato diversi lividi e un taglio proprio sotto l’occhio. L’uomo è stato arrestato dalla polizia e rilasciato su cauzione di duemila dollari, rimane comunque accusato di abuso su minore. Con l’ausilio di un traduttore i genitori avrebbero raccontato come sono andate le cose ma hanno dato versioni diverse dell’accaduto.

ELEONORA DOTTORI

D: Nel nostro Paese quali accuse a carico dell’uomo sarebbero state contestate?E’previsto l’arresto?

R: In base alla concreta dinamica dei fatti,  potrebbe profilarsi il reato di  “abuso di mezzi di correzione o di disciplina” disciplinato dall’art. 571 codice penale che prevede che chi abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte venga punito, se dal fatto deriva i pericolo di una malattia nel corpo o nella mente,  con la reclusione fino a 6 mesi. Tale reato si consuma quando l’uso dei mezzi di correzione ed educazione supera i limiti consentiti diventando un abuso e, secondo la giurisprudenza, non serve una reiterazione della condotta, ma anche un singolo episodio può configurare l’ipotesi di reato in questione (purchè ricorrano anche gli altri presupposti di legge). Per tale ipotesi di reato l’arresto e la custodia cautelare in carcere sono previsti soltanto nelle ipotesi più gravi ovvero qualora dal fatto derivi una lesione gravissima o la morte della vittima. Qualora dal fatto derivi una lesione personale si applicano  le pene previste per il reato di lesioni personali ridotte a un terzo, se ne deriva la morte  la reclusione da 3 a 8 anni.

D: In Italia è possibile pagare una cauzione per uscire di prigione?

R: No, non è previsto tale tipo di strumento.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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