Marrazzo chiederà i danni al Ministero dell’Interno e a quello della Difesa


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ROMA, 12 GENNAIO ’12 – Il procedimento è quello che vede imputati quattro carabinieri, oltre al trans Natalì e a tre pusher, per il ricatto posto in essere contro l’ex Presidente del Lazio Piero Marrazzo (http://www.fattodiritto.it/caso-marrazzo-il-10-gennaio-l%E2%80%99udienza-preliminare/ ), dopo l’irruzione fatta nel luglio 2009 nell’appartamento di via Gradoli dove, l’allora Governatore, fu trovato in compagnia del trans, appunto. Gli imputati sono accusati, a vario titolo di associazione a delinquere, detenzione e spaccio di stupefacenti, omessa denuncia, falso, favoreggiamento e calunnia, oltre ai reati di perquisizione arbitraria, violazione di domicilio e della privacy.

Nel corso della udienza preliminare, che si sta tenendo nella capitale e che ora è stata rinviata al 23 gennaio per un difetto di notifica a due imputati, l’avvocato di Marrazzo, Luca Petrucci, ha fatto sapere che citerà in giudizio quali responsabili civili il Ministero dell’Interno e quello della Difesa, poiché durante l’irruzione nell’appartamento i quattro carabinieri indossavano le proprie uniformi e, perciò, agivano in veste di Pubblici Ufficiali.
Dal Viminale non si sono per ora avuti commenti, mentre un legale dell’Avvocatura di Stato ha fatto sapere che il Ministero della Difesa si costituirà parte civile.

A.D.

D: La difesa di Marrazzo ha detto che citerà i Ministeri dell’Interno e della Difesa, ma le eventuali responsabilità dei carabinieri coinvolti, non sarebbero personali? Chi è il responsabile civile?

R: Uno dei princìpi cardine del nostro ordinamento è che la responsabilità penale sia personale ma se, come in questo caso, chi compie un reato abusa della propria qualifica, l’amministrazione di appartenenza può essere ritenuta responsabile. Il nostro sistema prevede infatti che nell’ambito del processo penale possa anche entrare la figura del c.d. responsabile civile ossia il soggetto che, sebbene non autore del reato, è tenuto in ogni caso per legge a risarcire i danni e a sostenere le spese da esso derivanti e ciò, come nel caso di specie, per un eventuale rapporto di immedesimazione organica tra chi materialmente ha agito e l’amministrazione di appartenenza. L’ingresso di questo soggetto come parte nel processo può avvenire per scelta volontaria oppure su richiesta della parte civile o del pubblico ministero.

D: E’ possibile che un organo ministeriale, una volta chiamato in causa come responsabile civile, si costituisca a sua volta parte civile?

R: Nell’ambito di un processo penale una medesima parte non può assumere due distinte e contrapposte posizioni processuali pertanto al Ministero della difesa potrà essere riconosciuta o la posizione di parte civile (e quindi danneggiata per il comportamento di soggetti appartenenti alla propria amministrazione) oppure quella di responsabile civile ossia di soggetto tenuto al risarcimento danni in base al rapporto di immedesimazione organica con l’autore o gli autori del reato.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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