Marcia di protesta e tafferugli contro la nuova manovra del governo spagnolo

MADRID, 12 LUGLIO 2012 – Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato l’adozione di nuove misure di austerity, in ossequio agli impegni presi con l’UE che ha aiutato le banche spagnole: l’aumento dell’IVA al 21% e l’eliminazione della tredicesima per i dipendenti pubblici. La manovra ha suscitato non poche proteste del “popolo”, che si è riunito nelle piazze della capitale a protestare. Veri e propri scontri armati tra i manifestanti e la polizia si sono verificati lungo il Paseo della Castellana di Madrid.

La manovra per “liberare la Spagna” dalla crisi – E’ quanto sostenuto dal premier spagnolo in merito agli ultimi provvedimenti finanziari attuati per rispettare gli impegni con l’Europa. Non solo l’aumento dell’IVA e il taglio della tredicesima, ma anche la riduzione del sussidio di disoccupazione al 50% del salario, il taglio al sistema pensionistico e alla spesa nei ministeri per circa 600 milioni di euro. Aumentate anche le imposte dirette, con l’aliquota al 10%. Il Rajoy sostiene che queste misure saranno sufficienti ad uscire dalla crisi se non vi sarà una diminuzione dei consumi. Tuttavia, il potere di acquisto degli spagnoli è limitato dalla forte disoccupazione, con un tasso del 24,2% e da un salario minimo pari a 641 euro mensili. Con questa manovra, il governo spera di recuperare 65 miliardi nel giro di due anni e mezzo. L’Unione Europea si è impegnata ad erogare un aiuto economico pari a 30 miliardi di euro, in cambio comunque di un forte controllo sulla politica di bilancio.

La “Marcia Nera dei mineros” – A seguito delle ultime manovre di austerity, gli spagnoli si sono riversati nelle strade della capitale con cortei di protesta e manifestazioni sindacali. In particolare, Madrid è stata invasa dalla “Marcia Nera” dei “mineros” (minatori), i quali sono in sciopero da giorni per la perdita del lavoro da parte di 5.000 minatori: è l’effetto della drastica riduzione (60%) dei sussidi governativi all’industria del carbone. Provenienti da tutta la spagna, i mineros hanno sfilato con le loro famiglie lungo il Paseo de la Castellana, cuore della capitale spagnola. “Andremo avanti, e se non succederà niente, la lotta diventerà ancora più dura”, dichiara Jorge Exposito, un minatore di Mieres. Una marcia di tre settimane, dalla regione di Castiglia, per un totale di 400 km, è stata compiuta dai 200 minatori che hanno guidato la protesta. In migliaia sono arrivati da tutte le città della spagna per raggiungere i colleghi nella capitale. “Se le miniere chiudono tutta la comunità sparirà. E’ quanto accaduto già a Cistierna. Hanno chiuso la miniera e la comunità di 2000 abitanti si è ridotta a 150.” Ad aggravare la preoccupazione dei minatori spagnoli è l’impossibilità di trovare un altro lavoro, data la forte disoccupazione. Una disoccupazione che potrebbe impedire loro di dare un futuro ai propri figli. In occasione della marcia odierna, i sindacati hanno annunciato una mobilitazione nazionale contro i nuovi tagli prevista per il 21 di Luglio. Durante le proteste di piazza sono state scagliate pietre contro la polizia che hanno risposto con proiettili di gomma, provocando circa 76 feriti.

CLARISSA MARACCI

 

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