Mai Più! Le grandi tragedie del mare dal Titanic alla Concordia

Mai più!’ gridò il mondo intero dopo la tragedia del Titanic. Eppure la storia in questi ultimi 100 anni, da quel triste aprile del 1912 ad oggi non ha risparmiato il ripetersi di tragedie analoghe. Per ultimo il Concordia. Quello che più fa rimanere impressionato il pubblico che passivo assiste a queste vicende tristi è che l’uomo sa creare colossi, sa creare veramente mostri inaffondabili, veri e propri ‘titani’ che solcano il mare mostrandosi imponenti in tutta la loro maestà ed eleganza. Quello che l’uomo però non sa fare è creare una figura di se stesso efficace ed affidabile allo stesso tempo. Il denaro, l’imperizia, l’imprudenza e la vanità hanno letteralmente affondato tutto ciò che la nostra creatività e, per assurdo, le nostre competenze hanno eretto. I più grandi naufragi della storia hanno infatti dimostrato che l’uomo è sempre la causa di tutto ciò nonostante le moderne tecnologie ormai permettano una navigazione sicura a ZERO rischi anche in caso di visibilità ridotta. Percorriamo insieme una breve sintesi, analisi e riflessione delle quattro più grandi sciagure negli ultimi cento anni: Il Titanic, L’Andrea Doria, il Moby Prince e il Concordia.
Il Titanic
La Sintesi: Nel 10 aprile 1912 viene varato il Titanic classe Olimpyc, seconda di altre due sorelle gemelle destinata alle traversate atlantiche a quel tempo unico modo per ‘approdare’ nel nuovo mondo. Questo transatlantico rappresentava tutto ciò che di moderno e tecnologico c’era all’epoca e venne da subito definito ‘l’inaffondabile’.  Il proprietario era la White Star Line di Liverpool. La notte tra il 12 e il 13 aprile a seguito dell’urto con un iceberg affondò trascinando con se 1325 tra uomini, donne e bambini. Tutto il resto è storia. L’analisi: Il Titanic era veramente inaffondabile e lo sarebbe stato anche nell’urto contro l’iceberg. Cos’è allora che non ha funzionato? La risposta è la stessa che caratterizzerà d’ora in poi tutti i naufragi che andremmo a narrare, ossia: l’uomo! L’avvistamento dell’iceber avvenne ormai in ritardo quando  la collisione era inevitabile. Infatti le vedette Fleet e Lee diedero l’allarme solo quando riuscirono a vederlo ad ‘occhio nudo’. La mancanza di binocoli era dovuta alla fretta di dover salpare da Southampton nei tempi concordati e quindi, per questa ragione, non furono distribuiti a bordo. Lo scafo della nave, fortificato a prua avrebbe permesso di urtare in pieno l’iceberg danneggiando al massimo due compartimenti (stagni) e permettendo comunque al Titanic di terminare la sua rotta a NewYork. L’allarmismo del pericolo ravvicinato ha invece portato il primo ufficiale  a virare immediatamente a sinistra permettendo all’iceberg di strisciare sulla fiancata e aprire un varco allagando 6 compartimenti (anche se stagni ormai il peso dell’acqua era eccessivo). Naufragio: Evitabile!
L’ Andrea Doria
La Sintesi: Varata nel 16 giugno del 51 rappresentava uno dei fiori all’occhiello dell’ Italia marittima che stava cercando di rialzarsi dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto nella reputazione. Il 25 luglio del 1956 lontano dalla costa di Nantucket e diretta a New York si scontra con la nave svedese Stockholm. Morirono ‘solo’ 46 passeggeri non per il naufragio ma per l’urto di prua della nave. Dopo 11 ore con una fiancata squarciata l’Andrea Doria, come un’animale ferito mortalmente, si coricò ed affondo adagiandosi su un fianco. Tutt’ora è lì. L’analisi: alle 23:10 il transatlantico italiano stava attraversando un corridoio marittimo molto affollato in più la presenza di nebbia non rendeva certo l’operazione semplice. Il radar permetteva comunque una manovra sicura. Nonostante tutto la nave viene urtata. Nel processo del 1956 entrambe le parti Italiane e Svedesi si passarono le responsabilità. La Svezia accusava l’Italia di aver effettuato una manovra (di evasione) sbagliata, viceversa un ufficiale svedese venne accusato di imperizia nella lettura del radar. Entrambe le compagnie risarcirono le proprie vittime. Periti delle parti civili invece portarono alla conclusione che entrambe le navi sostenevano una velocità troppo elevata. Finì così al ‘50e50’ anche se la teoria dell’erronea lettura del radar resta la più valida. Naufragio: Evitabile!
Moby Prince
La sintesi: Varata il 2 frabbio 1968 il Moby Prince era un traghetto di linea che collegava la Sardegna al ‘continente’. Al largo del Porto di Livorno, la sera del 10 aprile 1991 l’urto con la petroliera Agip-Abruzzo diede vita a quello che tutt’oggi è uno dei più tragici e disastrosi incidenti avvenuto nei mari italiani. Morirono tutti e 140 passeggeri ad eccezione del giovane mozzo Alessio Bertrand miracolosamente scampato al disastro. L’analisi: mollati gli ormeggi il traghetto durante la percorrenza del cono di uscita del porto colpì la prua della petroliea Agip Abruzzo penetrando completamente la cisterna numero 7. Parte del petrolio fuoriuscì investendo in pieno la prua del traghetto, parte finì in mare. A seguito della manovra di disincagliamento lo  sfregare delle lamiere provocò una serie di scintille sufficienti ad innescare un incendio che in poco tempo (circa 30minuti) investì quasi completamente il traghetto. Agghiacciante fu la scena che si trovarono di fronte i soccorritori arrivati all’altezza del ‘Salon De lux’ dove trovarono ammassati quasi tutti i 140 passeggeri della nave. Il malfunzionamento di apparecchiature di sicurezza dovute all’incuria, la mancata attenzione nelle procedure di uscita dal porto e l’elevata velocità aggiunta all’aver lasciato aperto il portello del traghetto in fasi di navigazione sono le cause che hanno condannato e reso responsabile l’equipaggio del Moby della collisione. Naufragio: Evitabile!
Per ultimo il Concordia, naufragio più che evitabile le cui dinamiche sono ormai note e più volte trattate nei vari articoli di Fatto&Diritto. Di queste quattro tragedie dove più di 1500 persone hanno perso la vita nell’arco di cento anni è impressionabile quanto il fattore umano sia stato l’unico protagonista:
Il Titanic: superficialitànon servono i binocoli, tanto è inaffondabile’. Andrea Doria: Imperizia. Moby Prince: imprudenza. Concordia: stupidità e leggerezza.Spesso è facile dare la colpa ad un Capitano, ad un equipaggio, ad un’altra nave o ad un armatore. C’è sempre qualcuno dietro, si, questo è vero. Anche solo la paura di affondare, come gran parte dei superstiti del Concordia, è un trauma che difficilmente passerà in particolar modo per i bambini ed è grave tanto la morte stessa. Quello su cui è necessario approfondire la ricerca non è tanto la tecnologia, ormai arrivata a livelli più che efficienti, bensì su l’uomo stesso sulla coscienza e soprattutto sul potere decisionale del singolo individuo. Su questo dovrà lavorare tutta la collettività e solo dopo che sarà raggiunto questo scopo, questa efficienza, potremmo finalmente dire… Mai più!

GIORGIO DI PROSSIMO

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2 Responses

  1. valentina copparoni
    valentina copparoni at |

    Complimenti per l’articolo Giorgio!

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  2. Valentina Copparoni
    Valentina Copparoni at |

    complimenti per l'articolo Giorgio!

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