Madre e figlio riuniti a S. Patrignano, ma ora i giudici vogliono separarli

S. PATRIGNANO, 18 APRILE ’12 – Il bimbo al centro si questa triste vicenda ha appena 3 anni: suo padre, è ritornato in Marocco dopo aver avuto problemi con droga ed alcol ed essere anche finito in carcere: il bambino non lo ha mai conosciuto, mentre sua madre Sara, una ragazza toscana di 41 anni con problemi legati alla cocaina, si sta disintossicando nella comunità di San Patrignano e anche il piccolo le è accanto, dopo che il Tribunale dei Minori di Firenze ha deciso di ricongiungere madre e figlio, affidato in precedenza ad una casa protetta con la sua sorellina, morta a soli due anni a causa di una malformazione. Sara, che sta cercando di uscire dal tunnel della droga, è legatissima al figlioletto anche se è definita emotivamente molto fragile: dopo la morte della sorellina, il Tribunale aveva deciso che madre e figlio ritornassero insieme, così che il piccolo potesse ricevere l’amore materno e la ragazza avesse il suo bambino accanto durante il programma di disintossicazione. D’altronde ora la loro famiglia sono loro due, madre e figlio. Così a novembre scorso i servizi sociali avevano riunito e sistemato i due entro la comunità di S. Patrignano. Ma ora i giudici fiorentini hanno cambiato idea, ritenendo che il piccolo debba lasciare la comunità e la madre, ritornando nella casa protetta in cui era stato mandato per poi essere destinato all’adozione.

I vertici e gli operatori di San Patrignano, si sono però ribellati a questa decisione del Tribunale, definendola come una scelta inspiegabile ed inaccettabile, anche perché il bimbo, a diretto contatto con la madre, sta ritrovando la serenità ed un nuovo distacco forzoso comporterebbe un nuovo trauma sia per lui che per la ragazza.

Dalla comunità hanno fatto sapere che si opporranno con tutti i mezzi possibili perché i due possano non lasciare S. Patrignano: già l’altro giorno ai servizi sociali che si erano presentati per prendere il piccolo, è stato opposto un certificato medico dove si affermava che il bimbo era malato e non poteva essere prelevato.

In molti sperano in un ripensamento dei giudici che possa tutelare realmente il piccolo e l’amore più grande che probabilmente possa esistere, quello fra una madre e un figlio.

A.D.

D: Quando può parlarsi di sospensione della patria potestà e perchè?

R: Quando ritiene che la salute psicofisica del bimbo possa essere messa in pericolo in relazione alle condizioni soggettive ed al contesto oggettivo in cui vive il genitore. Anche la troppo giovane età può essere un elemento da valutare, ma non di certo l’unico. Di recente, invece, ha fatto scalpore un intervento del Tribunale dei Minori che ha tolto la potestà genitoriale a due genitori ritenuti troppo anziani per prendersi cura adeguatamente del figlio.

AVV.TOMMASO ROSSI

 

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One Response

  1. Peppe Boccoli
    Peppe Boccoli at |

    E' arrivata ora la comunicazione della sospenzione dell'ordinanza del T.d.M. di Firenze , per ora madre e figlio rimangono assieme a SanPatrignano

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