L’uragano Sandy porta l’Apocalisse nella Costa Est americana

NEW YORK, 30 OTTOBRE ’12 – L’uragano Sandy ha portato morte e distruzione lungo la Costa Est degli Stati Uniti e si è abbattuto anche in Canada. Purtroppo le previsioni erano esatte e Sandy ha causato danni enormi.
Di per se stesso, l’uragano apparteneva alla categoria 1 e quindi non sarebbe stato dei più pericolosi, ma lungo il suo cammino, e nella zona di New York in particolare, ha incontrato violenti correnti artiche, perturbazioni gelide provenienti dal Canada, realizzando la cosiddetta tempesta perfetta, definizione forse a volte abusata, ma azzeccata in questo caso. Tutto è stato poi ulteriormente aggravato dalla luna piena: all’effetto delle onde oceaniche spinte lungo la costa da venti fortissimi (fino a 130 km/h) si è sommato quello dell’alta marea più forte del mese.

In questo momento Sandy è stata declassata a tempesta tropicale, ma continua a mietere danni e vittime negli Stati Uniti: attualmente sono 16 (in Connecticut, in Pennsylvania, nel Marylan ed in West Virginia) alle quale se ne deve aggiungere un’altra in Canada. Non accadeva dal 1888, ma Wall Street resterà chiusa per cause naturali per il secondo giorno consecutivo, poiché è stata bocciata l’idea di spostare tutte le operazioni su circuiti elettronici per ovvi motivi di sicurezza, oltre che per la mancanza di personale (è pericoloso uscire di casa e spostarsi con qualsiasi mezzo). La stima dei danni economici è vertiginosa: dai 10 ai 20 miliardi di dollari, di cui solo la metà sono assicurati (Irene, l’uragano della scorsa estate, aveva causato danni per 10 milioni di dollari). Di fronte a questa situazione il Presidente Barack Obama ha dichiarato lo “stato di catastrofe” a New York. Questa decisione di Obama permetterà, stando al contenuto di un comunicato della Casa Bianca, di accedere ai fondi federali per le persone colpite nelle contee di Bronx, Kings, Nassau, New York, Richmond, Suffolk e Queens». Lo stato di catastrofe è stato dichiarato anche per lo Stato del New Jersey, dove il ciclone ha toccato terra lunedì sera.

Strano a dirsi, ma l’acqua ha portato con sé anche un’ altra minaccia: il fuoco. Infatti, oltre 4 metri d’acqua hanno ricoperto New York in diversi punti, causando interruzioni di corrente (milioni sono le persone senza luce in tutta la Costa Est ed in certe zone si tratta di completi blackout che vanno avanti da molte ore) e corto circuiti. Pare proprio che uno di questi sia la causa del terribile incendio che sta divampando nel Queens e che da ore i soccorsi stanno cercando di spegnere e domare. Nel frattempo, sono andate in fiamme almeno 50 case, con vari feriti. Ma sono segnalati incendi anche in altre zone della città (due a Brooklyn, che si sono riusciti ad alimentare anche a causa dell’allungamento dei tempi di intervento dei pompieri.

Un altro grave disagio è l’allagamento della metropolitana: le strade di New York sono state sommerse e di conseguenza anche la rete metropolitana è stata invasa dall’acqua, con il timore che la città possa rimanere paralizzata per i prossimi giorni. Secondo la Metropolitan Transportation Authority, i tempi per rimuovere l’acqua vanno dalle 14 ore ai quattro giorni, ma a questi occorrerà aggiungere altro lavoro per riparare i gravi danni subiti dagli impianti elettronici che guidano i treni, poiché sono stati bagnati dall’acqua dell’Oceano Atlantico, acqua salata.

Nel New Jersey, una diga si è rotta e oltre un metro di acqua si è riversato su intere città, in particolare su Monachie, Little Ferry e Carlstadt, i cui cittadini sono stati tutti evacuati.

Sempre nel New Jersey, Sandy ha destato non poche preoccupazione nella centrale nucleare di Hancocks Bridge, vicino al fiume Delaware, dove un’unità è stata chiusa a scopo precauzionale, ma pare che la situazione sia sotto controllo.

L’ultima vittima è un membro dell’equipaggio che si trovava a bordo del “Bounty”, replica delle celebre nave dove avvenne il famoso ammutinamento del 1789, costruita proprio per il film con Marlon Brando del 1962 “Gli ammutinati del Bounty”. Si stava dirigendo in Florida, ma Sandy ha sorpreso la nave: gli altri 14 membri dell’equipaggio sono salvi, ma è disperso tuttora il capitano, Robin Walbridge.

MOSE’ TINTI 

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