Lo stoccaggio di gas ha causato il terremoto in Emilia?Facciamo chiarezza

MODENA, 10 GIUGNO ’12-Tra le varie elucubrazioni susseguitesi al sisma che ha colpito l’Emilia, ne emerge una in particolare, che vede come causa del terremoto lo stoccaggio di gas nel terreno di quelle aree. Questo perché nel sottosuolo di Minerbio c’è il più grande sito di stoccaggio di gas. A 30 km da Finale Emilia, epicentro del sisma del 20 Maggio, c’è il centro nevralgico del sistema gas italiano, dove convergono la rete dei gasdotti e il sistema degli stoccaggi. Molte voci, apparse sui media, hanno parlato di una correlazione tra il sisma e le trivellazioni e tecniche innovative (fracking) che verrebbero utilizzate di nascosto in quell’area per l’estrazione del gas.

Lo stoccaggio di Rivara. In realtà, ciò che è accaduto, è che la società Erg Rivara Storage (Ers) voleva procedere alla realizzazione di un nuovo sito di stoccaggio del gas naturale nell’area di Rivara – nel territorio di San Felice nel Panaro . Per l’estrazione del gas, la società avrebbe utilizzato, la tecnica del “fracking”, altresì detta fratturazione idraulica, che prevede lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso. Tuttavia, il progetto non è stato realizzato a causa del parere negativo dell’Emilia Romagna, espresso il 24 Aprile 2012. Sembrerebbe però, che la società Ers avrebbe avviato degli accertamenti tecnici preliminari poiché in prima istanza aveva ricevuto una positiva Valutazione d’impatto ambientale (Via) dal Ministero dell’Ambiente. Tuttavia, dopo il 31 Maggio, quindi dopo il sisma, anche il Ministero dello Sviluppo ha comunicato a Erg Rivara Storage, alla Regione Emilia-Romagna ed al Ministero dell’Ambiente che “l’intesa negativa della Regione Emilia-Romagna costituisce motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza“. Così, riconferma anche l’assessore regionale alle attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli “Senza il nostro consenso, non si puo’ fare nessuna attivita’ su quel territorio. Come drammaticamente dimostrato negli scorsi giorni, quel consenso e’ stato giusto non concederlo, perche’ la zona, come avevamo scritto in tempi non sospetti, e’ simicamente attiva e densamente abitata”.

Che cos’è la procedura di VIA? La Valutazione di Impatto Ambientale è la procedura amministrativa per l’autorizzazione di progetti che potrebbero avere un impatto negativo sull’ambiente. E’ prevista dal dlgs 152/2006, come emendato dalla legge 128/2010 (cd. Codice dell’Ambiente), in applicazione della Direttiva 2008/1/CE. Attraverso questa procedura, la Pubblica Amministrazione: determina il bisogno dello studio di impatto ambientale (screening); delimita l’oggetto di studio d’impatto ambientale (scoping); procede a consultazione con il Proponente, il pubblico interessato e le altre amministrazioni coinvolte; valuta i risultati dello studio di impatto ambientale e i risultati delle consultazioni; esprime parere positivo o negativo sul rilascio dell’Autorizzazione; pubblica la decisione; monitora gli effetti del progetto autorizzato.

CLARISSA MARACCI

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4 Responses

  1. Max Negri
    Max Negri at |

    altrochè zona sismica!!!

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  2. Ulisse
    Ulisse at |

    ERS non ha potuto smuovere, e non ha smosso, nemmeno una zolla di terra e quindi non ha potuto essere causa di alcunchè. E’ però importante rimarcare che un sito di stoccaggio sotterraneo non è pericoloso dal punto di vista sismico. Mi spiego: a Minerbio e a Sabbioncello, entrambi distanti soli 25 km dal più orientale dei 7 terremoti M>5 accaduti dal 20 maggio al 3 Giugno 2012, STOGIT stava iniettando metano nel sottosuolo da aprile, come ogni anno. Quest’anno, dopo la crisi del gas di febbraio 2012, è stato necessario fare manutenzione dei pozzi, sia levando dal fondo del pozzo la sabbia che è arrivata insieme al gas quando l’erogazione è stata massima, sia ripristinando la permeabilità della formazione sabbiosa dopo tale erogazione straordinaria facendo frac-pack, cioè un mini fracking, a fondo pozzo. Come l’anno scorso, anche quest’anno c’è il programma di superare del 7% la pressione originale di formazione del giacimento adibito a stoccaggio, facendo con questo esattamente la stessa cosa che ERS avrebbe fatto nel sottosuolo di Rivara, ne più ne meno. Con la differenza che a Rivara non occorre fare fracking perchè la permeabilità della roccia serbatoio è sempre altissima proprio perchè esiste nella solida roccia calcarea una fitta rete di fratture naturali che si intersecano e contengono fluido da milioni di anni. Nessuno che conosca davvero il mestiere potrebbe pensare che le operazioni ai siti di stoccaggio di Minerbio e di Sabbioncello possano aver provocato il terremoto dell’Emilia, e non vorrei che quache folle visionario lo possa sostenere. Inoltre, uno stoccaggio sotterraneo di gas naturale, come Minerbio e Sabbioncello, non ha subìto alcun danno, ne nel sottosuolo ne in superficie, a fronte dei ripetuti colpi di ariete nel sistema poroso della roccia serbatoio dovuti ai terremoti multipli appena avvenuti.
    Questo ovviamente vale anche per i siti di stoccaggio in programma ma non ancora operativi, cioè i siti di Alfonsine, di Rivara e di San Potito/Cotignola. Tutti questi siti, in funzione, progettati o in via di sviluppo, non sono pericolosi dal punto di vista sismico, nessuno escluso. Non provocano terremoti ne vengono danneggiati in alcun modo da terremoti anche forti che avvengono naturalmente. Francamente, non si capisce perchè le stesse leggi della fisica vengano applicate dalla Regione Emilia Romagna e dai suoi politici a favore dello stoccaggio se l’operatore è del gruppo ENI e contro lo stoccaggio se l’operatore non è del gruppo ENI. Misteri della politica!

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  3. Angela Olga Napoli
    Angela Olga Napoli at |

    Non sono certo io in grado di dire se le ipotesi dei vari media siano o no fondate, posso solo dire che in Italia particolarmente dove c'è fumo c'è purtroppo spesso anche arrosto. Ma noi non lo sapremo mai.

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