L’Italia trema: terremoto in Emilia, 15 morti

MODENA, 29 MAGGIO ’12 – La terra trema, forte. Così forte che se l’epicentro del terremoto di questa mattina in Emilia è stato individuato dai sismografi nel piccolo centro di Mirandola (provincia di Modena), la scossa è stata avvertita fino alle Marche e all’Umbria. L’Italia intera trema e piange oggi, per le 15 vittime del sisma che ha scosso il centro e nord Italia. La scossa di magnitudo 5.8 con epicentro a Mirandola, ha seminato il panico in tutto il Nord Italia. La profondità è compresa fra 5 e 10 chilometri: proprio per questo la scossa è stata avvertita così chiaramente in un’area così ampia. Ma la terra ha continuato a tremare: alle 9,07 (magnitudo 4,0), alle 9,11 (3,6), alle 9,13 (3,6), alle 9,30 (3,2) e alle 9,38 (3,1). Il terremoto è stato anche avvertito anche in Austria. Lo ha comunicato l’agenzia stampa Apa, citando l’Istituto di meteorologia e geodinamica di Vienna. L’Austria dista dall’epicentro circa 350 chilometri. Il bilancio – purtroppo ancora provvisorio – è di 15 vittime accertate. Lo rende noto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che si trova nel modenese per coordinare i soccorsi e le evacuazioni. Il terremoto è stato nitidamente avvertito in tutto il centro e nord Italia. Dalla Toscana al Friuli, fino al Piemonte. La paura corre sul web, da Facebook a Twitter ci si interroga sull’intensità della scossa, sui crolli e i disagi. La terra non smette di tremare nel modenese. La gente questa mattina alle 9, dopo la prima violenta scossa, si è riversata in strada. A Bologna la paura ha serpeggiato in abitazioni e uffici. A Firenze, scuole evacuate. Gente in strada e uffici deserti anche a Milano.

L’Emilia in ginocchio.

La più ferita rimane l’Emilia, dove si registrano ancora vittime (per ora 15) e crolli nelle zone già duramente colpite dalla scossa del 20 maggio scorso in cui avevano perso la vita 7 persone e in cui si contavano 7.000 sfollato. Oggi la terra torna a tremare e a far paura. Tanta paura. La prima fortissima scossa è stata avvertita anche in Austria. Poi gli strumenti ne hanno registrate almeno altre 10. Alle 12,56 un’altra scossa e la paura stavolta dura oltre 30 lunghissimi secondi. Magnitudo 5.3 gradi richter. Silenzio, attesa, la terra trema ancora una volta alle 13 e poi alle 13,01, per alcuni secondi, con magnitudo 5.1. Le zone più danneggiate sono in particolare Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Il duomo e la chiesa di San Francesco a Mirandola sarebbero crollati. A Bologna, domani e dopodomani le scuole rimarranno chiuse. La zona più colpita è quella di Reggiolo e Luzzara, nella bassa sul confine con Modena, che già aveva subito danni nella prima scossa.

Le vittime. Secondo il capo della Protezione civile Gabrielli sono almeno 15 le vittime accertate finora. Sei morti a Medolla, tre operai rimasti uccisi a San Felice nel crollo dell’azienda “Meta” dove lavoravano. Due vittime a Mirandola, un anziano a Concordia colpito da un cornicione staccatosi da un palazzo, un altro morto a Finale. Ha perso la vita anche il parroco di Rovereto di Novi: gli è crollata sopra la chiesa mentre lui cercava di mettere in salvo una statua della Madonna. Due donne sono morte a Cavezzo, una delle quali è rimasta sepolta dalle macerie del “Mobilificio Malavasi”. Un prezzo altissimo in termini di vite umane. Ci sono anche molti feriti.

I dispersi. Alcuni capannoni industriali sono crollati, seppellendo delle persone che si trovavano all’interno in quel momento. Un capannone è crollato a Medolla, i soccorritori scavano nelle macerie appesi alla speranza di ritrovare ancora vivi quattro operai dispersi. Almeno uno di loro è vivo, sta comunicando con i vigili del fuoco con il telefonino. Estratto vivo uno dei due operai dispersi nella ditta “Bbg” di Mirandola. Il parroco del Duomo di Carpi, che inizialmente si temeva avesse perso la vita nel sisma, è invece sano e salvo. Anche il duomo di Carpi ha resistito alla scossa, non accusando danni strutturali.

Gli sfollati. La Regione Emilia Romagna ha comunicato che dopo le nuove scosse sono oltre cinquemila le persone evacuate dalle loro abitazioni: 4.500 solo nel Modenese, le altre tra le province di Bologna e Ferrara. Allestiti entro la serata 4mila nuovi posti per gli sfollati. Stanno arrivando aiuti da parte della Protezione civile e da altre regioni. Attrezzati 5 nuovi campi di accoglienza con 1.250 posti, le altre strutture disponibili accolgono chi ha perso la casa. Gli alberghi e le strutture rucettiv si sono messi a disposizione. A Crevalcore due treni speciali con cuccette e posti letto sono stati destinati all’accoglienza di circa 450 sfollati.

Le donazioni. Da stasera è attivo il numero telefonico 45500 per inviare sms di solidarietà a favore delle popolazioni terremotate dell’Emilia. In questo modo si potrà donare 2 euro per ogni sms inviato.

Le linee ferroviarie. A causa delle violente scosse, questa mattina il traffico ferroviario era stato interrotto. Ora sono state riaperte tutte linee ferroviarie interessate dal terremoto e la circolazione dei treni sulla Bologna-Verona, Bologna-Padova, Bologna-Piacenza e Verona-Modena sta lentamente tornando alla normalità, come rende noto Ferrovie dello Stato. Nessuna conseguenza invece per la circolazione sulla rete autostradale, come sottolinea in una nota Autostrade per l’Italia, aggiungendo che “immediatamente dopo la scossa tellurica sono state attivate le procedure di verifica dell’ infrastruttura”.

TALITA FREZZI

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