Liberalizzazioni: sì con fiducia al decreto del Governo

ROMA, 1 MARZO ’12 – Proprio in questi minuti c’è stato il Via libera con fiducia al Senato al decreto liberalizzazioni. I sì sono stati 237 (225 nel precedente voto di fiducia) e 33 i voti contrari (2 astenuti). Il decreto passa ora all’esame di Montecitorio. Il Ministro dei rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, in mattinata aveva infatti annunciato che il Governo avrebbe posto la fiducia sul provvedimento dopo l’estenuante lavoro compiuto in settimana dalla Commissione Industria del Senato per apportare le ultime modifiche, cercando di scontentare il meno possibile le parti coinvolte. In Commissione sono stati approvati 141 emendamenti al testo originario, mentre all’aula di Palazzo Madama ne sono stati presentati circa 1.700: per accelerare i tempi di adozione del testo e in forza delle modifiche già apportate, si è deciso di ricorrere al voto di fiducia, che in tempi brevissimi potrebbe essere votato anche dalla Camera e divenire così Legge a tutti gli effetti. Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ribadito anche ieri l’importanza di questa riforma per l’economia del Paese e per rendere l’Italia più competitiva attraverso la modernizzazione delle proprie strutture burocratiche con evidenti benefici anche per i cittadini.
Le modifiche apportate dal Decreto, nella sostanza erano state annunciate dallo stesso Presidente Monti, dopo l’approvazione del decreto nella sua prima stesura (http://www.fattodiritto.it/liberalizzazioni-al-via-dopo-8-ore-di-consiglio-dei-ministriecco-cosa-cambia/ ) e ora il testo, su cui si è lavorato a lungo, è stato soggetto a diverse modifiche che sono state richieste da più parti.

Alcuni parti del provedimento sono state confermate in toto: per quanto attiene il mercato del gas, è stata confermata la separazione fra l’Eni e la Snam che aveva il monopolio sul trasporto, liberalizzando de facto il mercato energetico in materia e apportando un ribasso dei prezzi per l’utenza.
Numerose le modifiche per le banche che già sembrano trovarsi in stato di agitazione: rimane vietato applicare commissioni bancarie sull’apertura di linee di credito, nonchè per il loro mantenimento e gestione anche in caso di sconfinamento oltre il limite di fido; per accendere un mutuo non sarà più necessario aprire un conto corrente e per estinguere i vecchi mutui non sarà più necessaria l’estinzione della relativa ipoteca presso il notaio, inoltre per i pensionati con assegno fino a 1.500 euro, sarà possibile aprire gratuitamente un conto corrente. Gli istituti Bancari dovranno presentare ai propri clienti, il preventivo di almeno altri due gruppi assicurativi non collegati alla banca stessa, per quanto riguarda la stipula di polizze vita. Non è però escluso che la norma sulle commissioni venga modificata alla Camera, avendo già provocato le dimissioni del Comitato e del Presidente dell’Abi che non condividono minimamente il provvedimento.
Novità anche per le Assicurazioni ed i prezzi, per una volta, dovrebbero calare: per quanto riguarda l’RCAuto, la tariffa annuale, sarà equiparata per tutti ( logicamente coloro che non abbiano subito sinistri nel corso dell’anno ), verrà inoltre istituita una banca dati testimoni e una per i danneggiati per semplificare le procedure, mentre in materia risarcitoria verrà eliminata l’invalidità permanente causata da danni biologici lievi e non verificabili. Rischierà fino a 5 anni di carcere ( la pena è stata aumentata ) chi cercherà di frodare l’Assicurazione, simulando un sinistro o alterando la documentazione relativa. Infine, sono stati previsti incentivi ( nessuna penalità in caso di sinistro ), a chi porti la propria autovettura da un carrozziere convenzionato. Tale misura dovrebbe garantire maggiore trasparenza. Confermata anche la presenza, eventuale, di una scatola nera sul veicolo.

I benzinai potranno associarsi fra loro dopo che è stata eliminata la concessione in esclusiva da parte delle ditte di carburante: in pratica i proprietari di impianti, potranno andarsi a rifornire da chi meglio credono e al prezzo che ritengono più conveniente. Anche questo dovrebbe poi avere un riflesso sui prezzi applicati.
Sembrano soddisfatti questa volta i tassisti, che hanno scongiurato la liberalizzazione della professione, vincendo la loro battaglia: la concessioni per nuove licenze resta di competenza dei Sindaci, che dovranno attenersi anche alle esigenze della categoria ed è stata anche prevista la costituzione di un’Autorità di settore che dovrà dare pareri all’amministrazione.

Come annunciato, aumenteranno di circa 2000 unità i notai, per cui sono in vista nuovi concorsi di abilitazione.
Aumenterà anche il numero delle Farmacie e ve ne saranno circa 5000 in più ( rispetto alle 4.800 precedentemente previste ), per una media di una ogni 3.300 abitanti. Liberalizzata anche la vendita di molti farmaci e allargata la distribuzioni dei farmaci di fascia C. Innovativa la possibilità di vendere anche medicinali monodose per evitare gli sprechi.
E’ stato eliminato l’obbligo del preventivo scritto per i professionisti, che ne dovranno fornire solo uno di massima e comunque non incorreranno in alcuna sanzione, mentre dopo 6 mesi, i tirocinanti riceveranno un rimborso forfettario.
Tutte le associazioni no profit dove l’attività non commerciale non sia esclusiva dovranno pagare l’Imu: confermata la misura anche nei confronti dei beni della Chiesa.

Grosse polemiche ha invece riscosso l’istituzione di una Tesoreria Unica, alla quale i Comuni e le Regioni dovrebbero versare i propri fondi, azzerando le proprie tesorerie attraverso il trasferimento del 50% del capitale entro 24 ore e il rimanente entro il 16 aprile. Chiaramente i fondi rimarrebbero di proprietà e nella disponibilità degli Enti di provenienza, ma servirebbero al Governo Centrale ad abbattere il fabbisogno statale, con un tesoretto da 8,5 miliardi di euro. Le reazioni sono state infuocate da nord a sud: il Governatore del Veneto, Zaia, ha parlato di ‘appropriazione indebita’ e ha diffidato i vertici locali di Unicredit ad effettuare il trasferimento nelle casse statali, mentre il Sindaco di Roma, Alemanno, considera l’ istituzione della Tesoreria Unica ‘una grave violazione del diritto costituzionale’. L’ex Ministro Roberto Maroni, ha affermato che si tratta di un vero sfregio alla democrazia e che ‘ la Tesoreria Unica espropria i cittadini’. La preoccupazione è comunque diffusa fra tutti Presidenti di Regione e ancor più fra i Sindaci che temono di non avere più fondi correnti per gestire le spese, rischiando il blocco amministrativo: anche per questo, quando già si discuteva a Palazzo Madama, sono giunti da Palazzo Chigi due nuovi ordini del giorno che hanno specificato che il provvedimento avrà durata temporalmente limitata.

Andrea Dattilo

 

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