Lecce: “santone” irretiva vittime con sesso, predizioni demoniache e riti esoterici.

LECCE, 8 FEBBRAIO ’12 – A Leverano, provincia di Lecce, un finto “santone” avrebbe raggirato per anni uomini e donne di ogni età e ceto sociale, con riti esoterici, sesso e richieste di soldi. A.M., 46 anni, attirava nella sua rete vittime provenienti da varie parti d’Italia: dal salento al barese, fino ad arrivare a Brescia. L’entrata in scena del presunto lestofante risale al 2007, quando il suo nome comparve nel sito della chiesa di Cristo Re Centro della Divina Misericordia, alle porte di Lecce. L’uomo si era guadagnato la nomina a “responsabile organizzatore dei pellegrinaggi del Centro” e sembra che sia stata proprio questa attività a consentirgli di mettere in piedi la sua rete di bugie. Sul sito della chiesa sono tutt’ora presenti i dati dell’uomo, che viene indicato come affidabile referente del Centro. E si legge: “Da qualche tempo vengono effettuati pellegrinaggi provenienti da tutta la Puglia nel nostro Centro. Ci stiamo organizzando per l’accoglienza dei pellegrini…”. “Per informazioni rivolgersi al responsabile…”. L’uomo, all’apparenza una solida spalla a cui aggrapparsi, in realtà vantava già un discreto passato notorio alle forze dell’ordine, per uso di sostanze stupefacenti e per comportamenti ambigui tenuti davanti alle figlie (sembra che una compagnia chiese aiuto perchè era solito visionare filmati osè in loro presenza). Ora i militari diretti dal maresciallo dei carabinieri Matteo De Luca gli sono alle calcagna, e c’è da scommettere che faranno di tutto per fargli scontare, una ad una, tutte le sue malefatte.

Le prede. Le prede preferite dal santone, secondo le accuse mossegli dagli inquirenti, erano i deboli, i sofferenti, gli ammalati. Persone colpite da drammi familiari, economici e di salute lo contattavano per incontri di preghiera, cenacoli (anche con 80-100 adepti nei pressi di santuari e luoghi di culto) e cerimonie a metà tra il sacro e il profano, quasi riti esoterici da setta. In queste cerimonie i poveri sventurati stavano male e svenivano, ed erano oggetto di predizioni di sventure e possessioni demoniache. Il tutto veniva fatto per stupire e creare dipendenza psicologica. E poi c’era il sesso. Sembra, infatti, che l’uomo abbia intessuto relazioni pseudo-sentimentali con diverse donne cadute nella sua trappola, da ultima una signora residente nel barese, madre di un’adolescente molto malata, che per lui ha lasciato anche il marito. Inoltre, le persone raggirate si sono, come spesso accade, spesso spogliate di beni materiali ingenti: denaro, immobili, oggetti preziosi e molto altro. Circostanze bestiali, insomma, per le quali, al momento, l’uomo è stato denunciato a piede libero.

FEDERICA FIORDELMONDO

 

D: Che reati si ravvisano?

R: La truffa e la circonvenzione di incapace. Per truffa, si intende la condotta di chi con artifici o raggiri, induce taluno in errore procurandosi un profitto con altrui danno ed è punito, nelle ipotesi non aggravate, con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. In questo caso poi sarebbe aggravata dal fatto di aver ingenerato nella persona offesa la paura di un pericolo immaginario: reclusione da 1 a 5 anni.

D: Nel nostro ordinando è previsto e punito il reato di “plagio” di una persona? E la circonvenzione di incapaci?

R: Il reato di plagio era previsto dal nostro codice penale all’art. 603 che puniva «Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Tale fattispecie è stata poi dichiarata costituzionalmente illegittima con la sentenza n. 96 del 1981 in quanto ritenuta troppo indeterminata.

In ogni caso negli ultimi anni non sono mancate proposte per una reintroduzione di questo reato che però, fino ad oggi, non hanno mai trovato accoglimento. La più recente proposta è del 2005 quando la Commissione Giustizia del Senato ha approvato un disegno di legge che prevedeva l’introduzione del reato di “manipolazione mentale” ma l’iter di approvazione si è bloccato in particolare a causa dei rischi che molti vedevano per la libertà religiosa.

Per “circonvenzione di persone incapaci”, invece, si intende il reato previsto dall’art. 643 del codice penale che punisce chi, per procurare a sé o ad altri un profitto  abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto per comporti un qualche effettogiuridico per lei per altri dannoso. La pena prevista è la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 206 a 2065 euro

AVV.TOMMASO ROSSI

 

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