Le bimbe di Ponticelli uccise nel 1983, dopo 30 anni forse la riapertura del caso

NAPOLI, 27/06/2012 – Uno dei presupposti che possono portare alla riapertura di un vecchio caso giudiziario chiuso con sentenza definitiva è l’emergere di nuove prove. E’ questo il caso di un vecchio episodio di cronaca nera che ha avuto come teatro Napoli, 27 anni fa: Giuseppe La Rocca, Ciro Imperante e Luigi Schiavo furono condannati all’ergastolo per l’omicidio, le sevizie e l’incendio dei cadaveri di alcune bimbe nel quartiere napoletano di Ponticelli. Furono condannati in primo grado dalla Corte d’Assise di Napoli l’11 aprile 1986, sentenza confermata il 9 ottobre 1986 in appello e successivamente divenuta irrevocabile il 27 giugno 1987. I tre ad oggi hanno scontato 27 anni di carcere, di cui 20 trascorsi nel carcere di Spoleto e i restanti 7 trascorsi in libertà per buona condotta. Si dichiarano ancora innocenti e forse è arrivata per loro la possibilità di dimostrarlo alla giustizia italiana.

Questo grazie a delle nuove prove, che gli avvocati Eraldo e Francesco Stefani e Ferdinando Imposimato ritengono essere sufficienti perché si avviino le procedure di riapertura del caso. Per quell’atroce delitto avvenuto nel 1983 La Rocca, Imperante e Schiavo furono condannati sulla base di un testimone che allora fu fondamentale ai fini del processo. Oggi vi sarebbero nuove testimonianze e accertamenti tecnici e scientifici. Quest’ultimi infatti diventano fondamentali nel momento in cui il progresso scientifico dell’investigazione forense riapre nuove piste mai prese in considerazione trent’anni fa.

Oggi La Rocca Imperante e Schiavo sono liberi, hanno famiglia e si guadagnano da vivere svolgendo attività artigianali nei paesi dell’Umbria dove abitano. Nel penitenziario di Spoleto hanno trascorso la quasi totalità della detenzione e in Umbria hanno deciso di rimanere a vivere. La Rocca fa l’operaio, si è sposato e ha due bambine. Imperante, anche lui sposato, con un figlio, è falegname in una ditta industriale, stesso lavoro svolto da Schiavo, che vive con la compagna. Dopo benefici e riduzioni di pena i tre sono in libertà dal 28 ottobre 2010. Ma oggi i loro difensori hanno presentato alla Corte D’Appello di Roma la richiesta di revisione del processo al fine di ripercorrere l’intera vicenda giudiziaria e, perché no, arrivare a nuove scoperte sull’efferato caso di Ponticelli dell’83.

STEFANO PAGLIARINI

@PagliariniSte

Print Friendly
FacebookLinkedIn

One Response

  1. Errore Giudiziario
    Errore Giudiziario at |

    condividete…

    Reply

Leave a Reply