L’accalappiacani strozza il cane. La denuncia dell’Aidaa

CATANZARO, 9 AGOSTO ’12 – “Lo state ammazzando” grida un uomo all’accalappiacani. Comincia così il video di denuncia filmato con un telefonino da alcuni cittadini che immortalano i metodi decisamente non ortodossi con cui chi di dovere cerca di immobilizzare un cane randagio per affidarlo ad una struttura di ricovero per animali. È successo a Catanzaro, dove il randagio è stato strozzato dall’accalappiacani. “Liberatelo, sta soffocando”, “state uccidendo un cane” implorano altre persone che hanno assistito alla scena. Il video è stato caricato su Youtube e proprio da qui è partita la denuncia dell’Aida, l’associazione italiana difesa animali e ambiente, presentata alla Procura della Repubblica di Catanzaro per maltrattamento di animali. Furibondo il presidente dell’Aidaa, Lorenzo Croce, che chiede giustizia e che il responsabile venga perseguito ai sensi della legge. Le immagini del video sono sconsigliate ad un pubblico sensibile.

ELEONORA DOTTORI

D: Cosa prevede il reato di maltrattamento di animali?

R: Il nostro codice penale ha inserito nel 2004 un’apposita disciplina per i reati contro gli animali e la  normativa è stata recentemente modificata con legge 201/2010 di Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, stipulata a Strasburgo il 13 novembre 1987, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 283 del 03/12/2010. La Convenzione europea, uno dei testi base in materia di tutela degli animali, riconosce l’obbligo morale dell’uomo e di rispettare tutte le creature viventi e “l’importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società”. La medesima Convenzione recita che “per animale da compagnia si intende ogni animale tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico per diletto e compagnia”.
In particolare nel nostro codice penale l’art. 544 bis ( uccisione di animali ) punisce con la reclusione da  4 mesi a 2 anni chiunque uccide un animale senza
necessità o per crudeltà, mentre l’art. 544 ter c.p. (maltrattamenti di animali) punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi e la pena è aumentata della metà se dai fatti sopra descritti deriva la morte dell’animale.

Gli altri reati posti dal codice penale a tutela degli animali sono quello di “spettacoli o manifestazioni vietate” (che comportino sevizie o strazio per gli animali), “divieto di combattimenti tra animali”. La nuova normativa del 2010 introduce anche i reati di “traffico illecito di animali da compagnia” e di “introduzione illecita di animali da compagnia”.
La Convenzione europea pone l’attenzione anche su un altro fenomeno spesso diffuso ossia quello degli interventi chirurgici per modificare l’aspetto degli animali da compagnia.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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