La strage dei cani in Ucraina: colpa degli Europei di calcio?

KIEV, 11 GIUGNO ’12 – Migliaia di cani massacrati lungo le strade della capitale. Si parla di 12.000 carcasse ormai. La città, che ospita tra le altre gli Europei di Calcio di Polonia e Ukraina 2012 ha deciso di attuare una pulizia totale delle strade, senza scrupoli di sorta a giudicare dalle immagini e dalle testimonianze inviate dal fotoreporter Cisternino. Infatti, se da una parte il problema randagismo è di lunga data in Ucraina, sembra che dopo l’ufficializzazione dell’Ucraina come paese che avrebbe ospitato la coppa Uefa, si sarebbe verificata una vera e propria strage di cani. Bisogna comunque andarci con cautela, perché i dati ufficiali non sono ovviamente resi pubblici dal governo Ucraino. Ad ogni modo, sono eloquenti, le immagini e i video che circolano attualmente nei social network e sul sito dell’associazione Oipa che ha sporto denuncia (http://www.oipa.org/italia/randagismo/ucraina.html).

La mattanza di cani. Secondo la testimonianza del fotoreporter Cisternino al Fatto Quotidiano «I randagi vengono sterminati soprattutto di notte , quando nessuno vede e nessuno può intervenire in difesa di quei poveri animali. Vengono uccisi in modi orribili: quando va bene con un colpo di fucile alla testa, che li fa morire sul colpo. Ma più spesso la morte arriva fra atroci sofferenze, dopo avere ingerito carne avvelenata con topicida e arsenico o, come è accaduto in un caso accertato, per asfissia, dopo essere stati interrati ancora vivi, appena narcotizzati, in una fossa nel terreno, poi ricoperta di cemento». Inoltre,continua, «Le autorità ufficialmente negano un loro coinvolgimento e parlano di politiche di contenimento mediante ricoveri in rifugi e sterilizzazioni. Ma gli stanziamenti annunciati per le campagne di controllo delle nascite e per la costruzione dei canili non sono mai arrivati alle associazioni che si occupano degli animali di strada. Oppure sono arrivati in forma assolutamente insufficiente». Di fronte alle disarmanti immagini scattate dal fotografo, si rimane con il mal di stomaco e ci si chiede chi possa materialmente arrivare a compiere crudeltà simili sugli animali. Del resto, come diceva un vecchio proverbio italiano “Chi non ha pietà del cane, non ha pietà degli uomini.”

Colpa del calcio? Di fronte a questa realtà, l’immediata reazione potrebbe essere quella di pensare: vale la pena macchiarsi di tanta crudeltà, per vedere una partita di calcio? E’ questa la domanda posta dagli animalisti e dalle ONG che si stanno battendo per denunciare e fermare il massacro. Tuttavia, in seconda battuta ci si potrebbe chiedere, perché scegliere proprio una città come Kiev, evidentemente non pronta ad accogliere gli europei. Colpa della Uefa? O del Governo Ucraino, che ha voluto far apparire un posto per ciò che in realtà non è per voler a tutti i costi ospitare la coppa Uefa? Insomma, ci sono delle responsabilità da stabilire, ed è forse inutile generalizzare con il binomio europei = strage.

CLARISSA MARACCI

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