La stampa mauritana fa dietrofront: Rossella Urru è ancora nelle mani dei sequestratori

ROMA, 8 MARZO ’12 – Rossella Urru non è libera. Avremmo preferito festeggiare l’8 marzo con la speranza che il giallo sulla liberazione della donna fosse questione di tempo, di mediazioni, ma che alla fine avrebbe portato la famiglia Urru a riabbracciare la cooperante 29enne. E invece al mistero si aggiungono informazioni frettolose, errate e clamorosi dietrofront. Sahara Media e Ani sono le due testate mauritane che sabato scorso avevano dato per certa la liberazione della cooperante sarda e del gendarme mauritano Ely Ould Moctar. L’Italia, la Sardegna, la famiglia di Rossella avevano gioito, poi le dichiarazioni della Farnesina avevano frenato la festa ma fatto sperare che la trattativa era in corso e che il momento di urlare di gioia era stato solo posticipato. Oggi le stesse fonti che avevano parlato della liberazione della Urru e del poliziotto trasformano quella trepidante attesa in speranza: Ely Ould Moctar martedì scorso avrebbe telefonato alla madre Fatima, la seconda chiamata da dicembre mese in cui era stato rapito, confermando di trovarsi ancora nelle mani dei sequestratori di Al Qaeda in una zona imprecisata del Maghreb Islamico. Il movimento unito per il Jihad in Africa occidentale, che avrebbe gli ostaggi, pare abbia diffuso un comunicato in cui esprime rammarico per la fuga di notizie false circa la liberazione degli ostaggi, invitando i mauritani a fare pressione sul regime del presidente Abel Aziz per salvare la vita del gendarme “prima che sia troppo tardi”. Il sito dell’Ani invece sostiene che le trattative per la liberazione di Rossella Urru e dei due cooperanti spagnoli, sequestrati insieme alla donna il 23 ottobre scorso nel campo profughi di Tindouf, nell’Algeria sud-occidentale, sarebbero in corso. Alcuni fonti parlano anche di un accordo raggiunto tra le organizzazioni terroristiche Aqmi e il Movimento Jihad per uno scambio tra l’italiana, i due spagnoli e il gendarme con il prigioniero salafita Abderrahmane Ould Meddou, finito agli arresti per il rapimento di altri occidentali nel 2009, tra cui gli italiani Sergio Cicala e sua moglie Philomene Kabouree. Accordo che però sarebbe stato smentito dalla stampa mauritana che invece riferisce della disponibilità del governo italiano a pagare un riscatto per la liberazione di Rossella Urru.

ELEOORA DOTTORI

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