La morte dell’ambasciatore americano Stevenson a Benghazi vista da Casablanca

13 SETTEMBRE 2012, da CASABLANCA (La nostra inviata)– Semplicemente qui tutto tace… Si sa cosa è successo ma non c’è allarmismo. La gente del luogo la considera una cosa normale. Molti addirittura, specie nelle campagne, non sanno nulla. Tra gli stranieri, turisti e non, si diffonde invece subito un tam tam di notizie e preoccupazioni
E’ un forte segnale di rivendicazione quello lanciato dai fondamentalisti islamici in Libia, che hanno sferrato un attacco all’ambasciata americana di Bengshazi, uccidendo l’ambasciatore Christopher Stevens insieme ad altri tre funzionari. Secondo quanto riportato da Jeune Afrique, alla base dell’attentato vi sarebbe un film, intitolato “L’Innocence des musulmans” (L’innocenza dei musulmani), realizzato e finanziato da un promotore israelo-americano, Sam Bacile, che ha dichiarato allo Wall Street Journal, << l’islam è un cancro>>.
Alcuni manifestanti contrariati dal film, si sono appostati di fronte all’ambasciata americana del Cairo, sostituendo la bandiera a stelle e strisce con lo stendardo islamico. Tuttavia, le circostanze in cui è stato ucciso l’ambasciatore Stevens, sono ancora poco chiare: secondo Al-Jasira Stevens si trovava presso il consolato al momento dell’attacco ed ha riportato che l’ambasciatore sarebbe morto per soffocamento dopo il razzo lanciato dai fondamentalisti armati, mentre l’agenzia di stampa Reuters, Christopher sarebbe stato nella strada per Benghazi dopo aver appreso che i rivoltosi avevano aperto il fuoco contro il consolato americano uccidendo uno dei suoi impiegati.

Proprio nell’anniversario dell’11 settembre, Barak Obama ha condannato fortemente gli attacchi contro le credenze religiose <<Condanno fortemente questi attacchi scandalosi contro la nostra missione diplomatica a Benghazi che ha costato la vita a quattro americani, tra cui l’ambasciatore Chris Steven.>>

Al contempo, Obama ha dovuto ordinare un rafforzamento delle rappresentanze diplomatiche statunitensi nel mondo. L’atteggiamento tutto sommato diplomatico e moderato di Obama, ha fatto scandalizzare il suo avversario nella campagna elettorale, Mitt Romney il quale ha dichiarato << E’ scandaloso che la prima risposta dell’amministrazione Obama non sia stata quella di condannare gli attacchi ma di simpatizzare con coloro che li hanno attuati.>>

CLARISSA MARACCI

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