La Libia e la Corte dell’Aia si contendono il processo di Saif al Islam, figlio di Geddafi.

LIBIA, 10 SETTEMBRE 2012 – Il processo a carico del figlio di Geddafi, Saif al-Islam è stato posticipato dal governo libico per attendere la testimonianza dell’ex spia Abdullah al-Senussi, appena estradiato a Tripoli. Infatti, secondo l’accusa, Al Senussi, ex capo dell’intelligence, conosce moltissimi segreti inerenti ai personaggi legati al regime libico. L’interrogatoio di Al Senussi è già iniziato nella capitale, di fronte al Primo Ministro Abdurrahim el Keib, il quale gli ha promesso un giusto processo.

Una volta che al Senussi arriverà si porrà la questione di competenza per il processo di Saif. Egli è accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale, ma il governo libico vorrebbe procedere a livello domestico e applicare la pena di morte nel caso in cui il figlio del dittatore fosse trovato colpevole dei crimini per i quali è accusato.

La portavoce della Corte Internazionale Penale, Sonia Robla, ha precisato che qualora la Libia volesse derogare alla competenza della Corte dovrebbe procedere attraverso il meccanismo giudiziale previsto, secondo i principi che hanno ispirato l’istituzione stessa della Corte. Tuttavia, il governo libico ha già proceduto ad una richiesta, per mano dell’avvocato Philippe Sands, e la Corte si è riservata di sciogliere la questione di competenza a Novembre. Termine questo non accettato dalla Libia, che ha annunciato di procedere al processo Saif entro la fine di questo mese.

Secondo Richard Dicker, capo commissione giustizia internazionale di Human Rights Watch di NY, questo processo sarà il banco di prova per la Libia in materia di democrazia <<Se ci fosse un processo ed un’esecuzione prima che la Corte Internazionale giudichi sulla questione di competenza questo sarebbe una violazione degli obblighi internazionali intrapresi dalla Libia.>>

Ovviamente, non ci saranno lacrime tra il popolo libico, se il figlio del dittatore, con tanto di phd alla London School of Economics, dovesse essere condannato a morte dopo aver preso parte al terribile regime quarantennale del padre. Tuttavia, se questo dovesse accadere, la Corte Internazionale farà ricordo al Consiglio di Sicurezza ONU.

L’incidente diplomatico si verrebbe a creare nel caso in cui la Corte dell’Aia si ritenesse competente nel giudicare Saif e Sanussi e la Libia li avesse già processati e condannati a morte.

CLARISSA MARACCI 

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply