La Disciplinare respinge il patteggiamento di Conte.

ROMA, 1 AGOSTO ’12 – La Commissione Disciplinare ha respinto considerando “non congrua” la richiesta di patteggiamento formulata con il consenso del procuratore Palazzi dall’allenatore della Juventus Antonio Conte, nell’ambito del processo sul calcioscommesse in corso all’ex Ostello della Gioventù del Foro Italico.
La proposta della Procura federale per il tecnico juventino era di 3 mesi di squalifica e 200mila euro di multa, da devolvere alle popolazioni terremotate dell’Emilia (partendo da una pena base di 6 mesi per una omessa denuncia, aumentata a 7 per la continuazione con l’altro capo di accusa, e ridotta di un terzo per il rito scelto, con conversione di un mese nella multa di € 200 mila: ma la Disciplinare non l’ha accettata definendola “non congrua”.
Oggi sono state rigettate anche le istanze di patteggiamento avanzate da Siena (5 punti di penalizzazione e 40mila euro) e dai tesserati Angelo Alessio (vice allenatore Juventus, all’epoca dei fatti al Siena), Marco Savorani (preparatore portieri Siena), Giorgio D’Urbano (preparatore atletico Siena), Dario Passoni (Folzano) e Mirko Poloni (coll. tecnico AlbinoLeffe).
Ora il processo proseguirà per Conte e gli altri.

TALITA FREZZI

D: Qual’è il potere del giudice di fronte ad un patteggiamento?

R: Come nel processo ordinario, così anche nel processo sportivo il patteggiamento è un accordo tra l’imputato (che sceglie il rito) e il Pubblico Ministero, che deve concedere il suo assenso. Il Giudice ha il potere di valutare la congruità della pena negoziata da accusa e difesa in riferimento al caso concreto. Quando decide di non accoglierlo e di procedere poi con il giudizio, potrà, all’esito del dibattimento, applicare la pena proposta col patteggiamento se la riterrà nel frattempo adeguata alla risultanze emerse dal processo.

AVV. TOMMASO ROSSI

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