La Court of Protection inglese dispone la nutrizione forzata per una ragazza anoressica che vuole morire.

LONDRA, 18 GIUGNO ’12 – Un giudice della Court of Protection ha disposto la nutrizione forzata per una ragazza di 32 anni, gravemente malata di anoressia. Secondo il giudice, Mr Justice Peter Jackson, alla ragazza gallese, studentessa di medicina, mancherebbe la capacità di decidere in merito all’applicazione del trattamento di nutrizione forzata. “E’ stata una decisione particolarmente difficile poiché richiede un bilanciamento tra il peso oggettivo che bisogna dare da una parte alla vita e all’indipendenza personale dall’altra” – ha dichiarato Mr Jackson -”Il suo caso ha, per la prima volta nella mia esperienza, visto il trattamento dell’alimentazione forzata non essere il nel miglior interesse della persona, che, pur non avendo la capacità di agire, è perfettamente consapevole della sua situazione.” La presunzione a favore della tutela della vita ha avuto la meglio, disponendo l’alimentazione forzata, in quanto proporzionale e necessaria a tal fine.
E’ dal 1997, che i medici inglesi, sotto la guida del Mental Health Act Commission, hanno la titolarità di applicare trattamenti di alimentazione forzata ai pazienti malati di anoressia per evitare di farli morire di fame. E’ estremamente raro tuttavia, che i sanitari si debbano rifare ad una decisione della corte per attuare l’alimentazione forzata. La Court of Protection è un tribunale cui competono i casi in cui gli individui che non hanno la capacità di prendere decisioni sulla propria salute, benessere o finanza. Il caso è stato portato di fronte a questa corte il mese scorso, in seguito ad una richiesta urgente da parte delle autorità locali, che consideravano la posizione della ragazza meritevole di approfondimento e tutela. Le condizioni sue condizioni infatti erano tali che la morte sarebbe stata imminente: rifiutava il cibo completamente e si alimentava soltanto con una piccolissima quantità di acqua. “Vedeva la sua vita priva di senso e voleva essere autorizzata a fare le proprie scelte, compreso il rifiuto di nutrirsi, anche se l’avrebbe condotta alla morte” si legge dagli atti.
La ragazza, proveniente dal Galles, studentessa di medicina è stata descritta come una persona “intelligente e affascinante”. Iniziò a controllare la sua alimentazione all’età di 11 anni, evitando, da allora, di introdurre cibo solido nel suo corpo per più di un anno. L’ultima volta che la sua massa corporea (Body Mass Index) è stata misurata era 11.3 –una massa corporea salutare è all’incirca intorno ai 20. Inoltre, la ragazza faceva abuso di alcool sin dall’adolescenza, a causa della sua paura ossessiva di prendere peso.

In Gran Bretagna, l’opinione pubblica si divide. Quelli che erano più vicini alla ragazza, ascoltati dalla corte, ritenevano che la ragazza avrebbe dovuto essere lasciata ad una “morte dignitosa”. Ritenevano ne avesse avuto abbastanza e che i suoi desideri avrebbero dovuto essere rispettati. Tuttavia, il giudice ha dichiarato “Viviamo solo una volta – siamo nati una volta e moriamo una volta – e la differenza tra la vita e la morte è la più grande differenza che conosciamo. “X è una persona speciale, la cui vita è una valore. Non lo comprende ora, ma potrà comprenderlo in futuro.” Secondo molti, la decisione del giudice priverebbe X di una morte imminente e pacifica. Il caso fa discutere molto, poiché una donna su 200 è colpita dall’ anoressia ad un certo punto della sua vita. In genere, la malattia si sviluppa nell’adolescenza. E il 5% di queste ragazze muore di malnutrizione.

CLARISSA MARACCI

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