La Corte Suprema americana corona il sogno democratico della riforma sanitaria.

WASHINGTON, 30 GIUGNO ’12 - La Corte Suprema americana ha confermato la riforma sanitaria di Obama che prevede la copertura assicurativa obbligatoria per le spese mediche per tutti i cittadini statunitensi entro il 2014. La riforma della Sanità è da sempre un obiettivo dei presidenti Democratici, nonché il pilastro legislativo fondamentale del mandato di Obama. Ora, dopo 75 anni di insuccessi, Obama ce la fa, nonostante le aspre critiche e le polemiche che gli stavano costando la fiducia dei cittadini americani che lo avevano eletto. La Corte suprema si è espressa favorevolmente, pur restringendo un punto importante della riforma. “Una vittoria di tutti”: ha commentato Obama.

La decisione della Corte Suprema. Il caso portato alla Corte riguardava il cosiddetto “mandato individuale”, requisito secondo il quale tutti gli Americani dovrebbero avere un’assicurazione medica o pagare una multa. I Repubblicani lo hanno ritenuto un’espansione incostituzionale del potere federale e lo hanno pertanto portato davanti alla Corte Suprema. L’amministrazione Obama ha ribattuto dicendo che era un punto necessario per fissare un flusso di base nel mercato assicurativo nonché un punto cruciale per le disposizioni quali “gli assicuratori dovrebbero accettare tutti i clienti senza prendere in considerazione le pre-esistenti condizioni di salute”. Pur esprimendosi favorevolmente, la decisione della Corte ha ristretto significativamente un punto della legge: l’estensione del Medicaid , ovvero l’assicurazione sanitaria pubblica per chi ha un reddito basso e per i malati. La sentenza della Corte Suprema lascia agli Stati una certa flessibilità sul non espandere i loro programmi Medicaid, senza pagare le penali che la riforma aveva stabilito.

L’estensione Medicaid lasciata agli Stati. Avendo la Corte stabilito che l’estensione Medicaid (“assistenza sanitaria” )è un’opzione, anziché un mandato per gli Stati, la domanda più importante da chiedersi ora è se gli Stati eserciteranno tale opzione o meno. Secondo il Congressional Budget Office, si stima che con tale estensione, 17 milioni di non assicurati avranno copertura sanitaria con Medicaid, con un costo per il governo federale di 930 bilioni di dollari tra il 2014 e il 2022. Tuttavia la Corte ha tolto la penale stabilita dalla riforma a carico degli Stati che non optano per l’estensione. “La minaccia di perdere così tanti soldi federali – circa il 10% del budget assegnato a ciascuno Stato – è uno spauracchio economico che non lascia agli Stati alcuna opzione reale se non quella di scegliere l’estensione Medica” sostiene Chief Justice Roberts, secondo il quale il Congresso avrebbe “puntato una pistola alla testa” degli Stati, obbligando gli stessi di espandere Medicaid con la minaccia del rischio di perdere tutti i soldi federali loro assegnati. “Gli Stati” aggiunge, “debbono avere una scelta genuina”. Normalmente, il governo federale e gli stati si dividono infatti i costi di Medicaid con il governo federale che paga circa un 57% del totale. Con la nuova legge, il governo federale pagherà il costo totale di copertura per coloro che sono idonei ad ottenere l’assistenza Medicaid per tre anni, dal 2014 al 2016. Le quote federali scenderanno progressivamente, fino ad un 90% nel 2020.

La lotta dei Repubblicani. Sebbene la Corte abbia preso la sua posizione, il dibattito sulla riforma della sanità rimane molto acceso negli States, con I Repubblicani che contitnuano la lotta a questa riforma. Il presunto nominato alla presidenza Repubblicana, Mitt Romney, ha addirittura promesso di abrogare la riforma laddove venisse eletto.

<<Una vittoria di tutti>> così ha definito Obama la decisione della Corte. Una decisione che corona il vecchio sogno democratico dell’accesso universale all’assistenza medica. Un sogno che partì con Franklin D. Roosevelt nel lontano 1935, passando per Truman, fino ad arrivare all’ambiziosa proposta di legge di Clinton, sulla quale aveva lavorato per ben 10 mesi a porte chiuse producendo un documento di 240.000 parole. Una proposta affondata dai lobbysti, tra i quali in primis le compagnie assicurative. La differenza fondamentale tra il 1993-94 e il 2009-10 è che i lavoratori e i gruppi di business, allarmati dagli elevatissimi costi dell’assistenza medica, hanno finalmente deciso di sedersi al tavolo delle trattative. Le stesse compagnie assicurative che avevano boicottato il grande piano di Clinton,Read More… hanno iniziato nel 2009 a dire che ravvisavano la necessità di cambiamento e che si sarebbero sedute al tavolo. Ovviamente, durante le trattative, non sono mancate opposizioni e ostruzionismi, specialmente quando si è trattato di valutare la proposta obamiana di creare un piano assicurativo statale alternativo alle loro offerte.

CLARISSA MARACCI

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