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Giovanni Falcone “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”

Malcom X “Nessuno vi può dare la libertà, nessuno vi può dare l’uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela”

Julia e la rivoluzione del ritocco nell’editoria

Posted by on lug 8th, 2012 and filed under Estero. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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NEW YORK, 8 LUGLIO ’12 – E’ facile sentirsi inadeguate quando le foto delle modelle e delle pubblicità mostrano corpi perfetti, fisici statuari, visi senza ombre o imperfezioni. Immagini destinate alle ragazze di tutto il mondo che si misurano con quelle icone, tentando il più possibile di assomigliare loro, anche quando questo significa non mangiare, ammalasi, finire nel tunnel di quella malattia mortale che si chiama anoressia. Lo ha capito una ragazzina di 14 anni americana di Waterville, nel Maine, Julia Bluhm, appassionata lettrice del primo periodico americano per ragazze dai 13 ai 19 anni, “Seventeen”. Un giornalino che mostrano anche le giovanissime magre, perfette, rendeva le sue coetanee inchiodate a quei falsi modelli. Lei, la 14enne Julia se ne rendeva conto che quelle foto erano ritoccate al Photoshop prima di essere mandate in stampa, ma non tutte la pensavano come lei. Rischiando che quella voglia di emulazione si trasformasse in malattia. Da qui l’idea, rivoluzionaria. Ad aprile ha preparato una petizione e l’ha titolata “Seventeen Magazine: dai alle ragazze immagini di ragazze reali”, in cui chiedeva di non usare più il Photoshop per truccare le fotografie e fare sembrare perfette le donne ritratte. “Il ritocco cambia la realtà e fa credere a tutte le altre di essere inadeguate, spesso creando problemi di autostima non indifferenti – ha dichiarato la ragazzina ai media – ho sempre notato come un sacco di immagini sulle riviste appaiano modificate. Le ragazze non dovrebbero paragonare se stesse a quelle immagini. Perché sono false! Vorrei vedere ragazze normali, che assomigliano a me, in una rivista che si suppone essere destinata a me”. Il manifesto militante, che chiedeva a Seventeen di pubblicare almeno una foto non truccata ogni mese, l’ha messo online sul sito Change.org sperando di avere un po’ di seguito. Ha raccolto 85 mila firme. Cosi i responsabili della rivista l’hanno convocata insieme alla madre, le hanno parlato, hanno ragionato su quanto sosteneva la giovanissima lettrice e dopo pochi giorni hanno annunciato che non pubblicheranno più fotografie di modelle trattate con il Photoshop. Solo foto naturali. Una vittoria che spinge la giovane, entrata nel gruppo di attivisti “Spark” (Sexualization, Protest, Action, Resistance, Knowledge) a continuare la battaglia verso il nuovo obiettivo, Teen Vogue.
TALITA FREZZI

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