Italiano morto in un carcere francese nel 2010. Tre sanitari incriminati per omicidio involontario

PARIGI, 26 APRILE ’12 – Sono tre gli indagati per la morte di Daniele Franceschi, l’operaio di Viareggio di 36 anni, morto il 25 agosto del 2010 nella struttura penitenziaria di Grasse, in Francia. Un medico del carcere e due infermieri sono ritenuti i primi tre responsabili della morte dell’italiano e sono stati ufficialmente incriminati per omicidio involontario, il corrispettivo italiano di omicidio colposo. Sulla vicenda che è costata la vita al giovane deve essere ancora fatta chiarezza. Il 36enne era stato arrestato in Costa Azzurra due anni fa per aver utilizzato delle carte di credito, risultate rubate, all’interno del casinò di Cannes. I giudici avrebbero riscontrato gravi responsabilità nei confronti dei tre sanitari sula vicenda: Franceschi avrebbe avuto un infarto che per ben due giorni non sarebbe stato curato. La notizia è stata diffusa dall’avvocato Aldo Lasagna, uno dei legali della famiglia del giovane, che segue il caso. Medico e paramedici potrebbero essere solo i primi tre responsabili della morte dell’italiano poiché indiscrezioni rivelano il possibile coinvolgimento anche di qualche dipendente dell’amministrazione carceraria. Voci confermate dal fatto che il giudice che si occupa della vicenda avrebbe chiesto di interrogare alcune guardie carcerarie per stabilirne eventuali responsabilità e valutare il loro operato in merito alla sorveglianza dei detenuti. ”Finalmente cominciamo a vedere giustizia, ma io non mi fermo”, ha detto la madre di Daniele, Cira Antignano, presente ieri a Roma nel corso della marcia per l’amnistia indetta dal Partito Radicale con il quale si è detta pronta a organizzare altre iniziative. La donna lo scorso anno aveva protestato davanti all’Eliseo e chiesto l’intervento della premiére dame, Carla Bruni, affinché fosse fatta giustizia. Cira Antignano ha anche rischiato di finire in carcere per una protesta organizzata davanti al carcere di Grasse e vorrebbe cominciare uno sciopero della fame a Parigi, convinta che fino ad ora non sia stata detta tutta la verità sulla morte del figlio.

ELEONORA DOTTORI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply