Ipotesi ministro Severino per l’Emilia: detenuti impiegati per la ricostruzione post terremoto

BOLOGNA, 5 GIUGNO ’12 – Detenuti non pericolosi e in regime di semilibertà impiegati nella ricostruzione dei territori dell’Emilia colpiti dal terremoto. È questa la proposta avanzata dal ministro della Giustizia Paola Severino nel corso di una visita al carcere Dozza a Bologna. Il Guardasigilli ha spiegato come in un momento di difficoltà come questo anche una parte della popolazione carceraria, i detenuti non pericolosi e quelli in regime di semilibertà appunto, potrebbe diventare protagonisti di “una esemplare ripresa”. Una “piccola idea” l’ha definita il ministro della quale si deve discutere ancora con i direttori dei penitenziari ma che potrebbe coinvolgere non solo le carceri della regione. I detenuti potrebbero sentirsi utili nella ricostruzione e anche la popolazione riconoscerebbe il loro impegno, una premessa più che importante per favorire il loro reinserimento nella società. Nello specifico, per quanto riguarda il carcere bolognese di Dozza, buona parte dei detenuti che rientrerebbero nel progetto sono extracomunitari nella maggior parte dei casi arrestati per spaccio. Tradotto in numeri sono 264 tossicodipendenti o il 57% degli stranieri reclusi a Dozza, niente da fare invece per il centinaio di detenuti in regime di alta sicurezza. Il ministro Severino, inoltre, ha spiegato che in Emilia-Romagna sono stati spostati circa 350 detenuti presso i penitenziari di altre regioni e che sono arrivati rinforzi per la polizia penitenziaria impegnata in regione. Tra i provvedimenti presi per “alleggerire” la situazione carceraria il Guardasigilli ha illustrato un’altra misura: le celle rimarranno aperte notte e giorno per evitare ai detenuti l’angoscia della claustrofobia, durante le scosse quindi chi è in cella sa di non essere un topo in gabbia.

Intanto sembra destinato a salire il numero degli indagati nell’ambito dell’inchiesta, sulla quale sta lavorando la Procura di Ferrara, sui quattro operai morti il 20 maggio scorso in seguito al crollo dei capannoni di tre aziende di Sant’Agostino e Bondeno. Al momento gli indagati sono 17 ma i fascicoli del procuratore Nicola Proto e del Pm Ciro Alberto Savino potrebbero presto arricchirsi di altri nomi.

ELEONORA DOTTORI

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