L’innocenza dei Musulmani schernita dal settimanale francese Charlie Hebdo

PARIGI, 19 Settembre 2012 – Dopo il film che ha fatto infuriare gli integralisti islamici causando la morte di quattro funzionari dell’ambasciata americana, “L’Innocenza dei Musulmani”, è il settimanale francese Charlie Hebdo ad inferire colpi al fanatismo religioso, con delle vignette che scherniscono la figura di Maometto. Charlie Hebdo è un giornale satirico-politico di altissimo livello, liberale, irriverente e schierato a gauche. Si occupa di inchieste giornalistiche, reportage stranieri e su temi quali le sette, l’estrema destra, il cattolicesimo, l’islamismo, la cultura. Etc. A causa di queste vignette, considerate altamente blasfeme da parte degli islamici, il sito è inaccessibile ( www.charliehebdo.fr) . Già nel 2006, il giornale aveva pubblicato una serie di fumetti con la caricatura di Maometto suscitando fortissime proteste nei paesi musulmani. Queste pubblicazioni, furono definite << manifeste provocazioni>> dal Presidente Chirac e il Consiglio francese della cultura musulmana domandò la censura del numero – non attuata a causa di un vizio della procedura. Tuttavia, il 15 Marzo 2006, il ministero della cultura organizzò una serata in onore del dessin de presse (fumetto stampato) dove, Henri Paul, direttore del Ministero della cultura, definì i fumettisti quali “attori della libertà”.

Il prezzo della libertà di espressione – Già lo scorso Novembre, la sede di Charlie Hebdo fu incendiata da una molotov dopo che il giornale aveva annunciato l’uscita di un numero particolarmente satirico, di commento alle elezioni tunisine. Per quell’occasione, il giornale sarebbe uscito con il titolo “Sharia Hebdo”, a sottolineare la vittoria del partito islamico in Tunisia e l’imposizione della Sharia in Libia. Oggi, queste vignette suscitano l’indignazione del mondo islamico e preoccupano fortemente il Governo francese, che ha ordinato la chiusura delle ambasciate. Il Direttore della Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha lanciato un appello alla calma, e il Ministro degli Esteri si dichiara contrario a qualsiasi provocazione, data la situazione particolarmente sensibile. Tuttavia, il pieno spirito francese, il premier Jean-Marc Ayrault, si schiera a difesa della “libertà d’espressione”, appellandosi allo “spirito di responsabilità di ciascuno”.

Difendere la propria cultura – Se da una parte l’islamismo è facilmente associabile alla faida, al conflitto, all’oppressione culturale, dall’altra, nelle loro esternazioni, i musulmani dimostrano una coesione, una fratellanza ed un attaccamento alla propria cultura, che l’intellettualismo occidentale ha ormai superato da tempo. Negli ultimi anni, la cultura progressista e liberale occidentale ha, forse giustamente, distrutto gli idoli e i falsi miti religiosi, fino al punto in cui oggi, ognuno si dichiara Dio di sé stesso. “ Credo in qualcosa, ma non mi riconosco nella Chiesa…” , “Credo ma non pratico” , “Vado in Chiesa a Pasqua e al mio Matrimonio”, in una sorta di individualismo religioso che ha permesso a ciascuno di cucirsi il proprio dio su misura, proprio come un vestito di sartoria. Così, l’occidente non si è accorto che distruggendo il proprio Dio, ha distrutto anche quei sentimenti di coesione, di fratellanza e di attaccamento agli ideali che caratterizzano la cultura religiosa in ogni sua declinazione. In tal modo, le istanze che muovono l’uomo occidentale non sono molto più grandi di lui, in una società dominata dall’estremo individualismo in cui forse sfugge il senso della vita stessa.

 CLARISSA MARACCI

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