Iniziato il processo a carico del ‘corvo’ Paolo Gabriele, il maggiordomo di Ratzinger

ROMA, 1 OTTOBRE ’12 – Continueranno durante questa settimana, le udienze del processo a carico di Paolo Gabriele, il maggiordomo di Papa Ratzinger, accusato di aver sottratto documenti segreti alla Curia vaticana. Nella prima udienza, tenutasi nella giornata di sabato 29, la difesa del legale Cristina Arrù è stata incentrata sul “segreto pontificio”, al quale l’imputato era tenuto in virtù di un giuramento. La violazione di tale giuramento costituirebbe un reato in base al Codice di Diritto Canonico, tuttavia, i giudici vaticani non hanno proceduto per tale reato. Durante la prima udienza, la Arrù ha ottenuto che fossero esclusi dagli atti del dibattimento i verbali dei primi interrogatori di Gabriele di fronte al generale Domenico Giani a causa della mancata presenza dei difensori. Paolo Gabriele ha mantenuto un comportamento impassibile e impeccabile durante il dibattimento, tranne qualche risata scambiata con i suoi legali durante la camera di consiglio. Il maggiordomo dovrebbe essere interrogato durante l’udienza di martedì.

I valori e i documenti sequestrati – I valori sottratti da Gabriele, ora sequestrati, non aggravano di molto la situazione del maggiordomo, secondo il pm Nicola Picardi. Tuttavia, è stata rinviata la decisione di di acquisire agli atti i verbali di sequestro. Mentre, per quanto riguarda le 82 scatole di documenti sequestrati, ritrovati nell’abitazione di Castel Gandolfo di Paolo Gabriele, la Arrù si è opposta alla disamina poiché il codice Zanardelli non prevede tale possibilità. Tuttavia, potranno essere acquisiti agli atti dopo il dibattimento, per via della legislazione italiana che viene seguita dal Vaticano dal 2008. La decisione di rimandare l’acquisizione dei documenti agli atti sembrerebbe presa al fine di mantenere la massima segretezza degli stessi, almeno per tutta la durata delle udienze. Non sarà acquisito agli atti neanche il filmato della telecamera nascosta, posizionata dall’8 giugno nell’abitazione vaticana di Paolo Gabriele.

CLARISSA MARACCI

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