Indagato Vasco Errani per falso ideologico per il milione alla Coop del fratello

BOLOGNA 17 MARZO ’12 – L’inchiesta prese il via nel 2009, dopo che il Giornale aveva pubblicato un articolo in cui sosteneva la scarsa trasparenza di una concessione da un milione di euro, fatta dalla Regione Emilia Romagna nel 2005 alla Cooperativa agricola Terremerse, di cui era titolare Giovanni Errani, il fratello del Governatore. Il denaro doveva servire a finanziare la costruzione di un nuovo capannone agricolo vicino ad Imola.
Giovanni Errani è accusato nel filone di indagine principale di truffa aggravata ai danni della Regione con altri due, il progettista Giampaolo Lucchi e il direttore dei lavori, Alssandro Zanotti. Ai tre, la Guardia di Finanza ha confiscato beni per un milione di euro fra immobili, automobili e quote di società, in tutto gli indagati sarebbero 9, fra cui anche alcuni funzionari della Regione.
Nei giorni scorsi, il p.m Antonella Scandellari, ha notificato un avviso di chiusura delle indagini anche nei confronti del Presidente della Regione e fratello dell’indagato principale, Vasco Errani, che anche al tempo presiedeva l’Ente. L’accusa è quella di falso ideologico e si riferisce ad una lettera che Errani, in veste di Presidente ed insieme ad altri due Dirigenti, Valtiero Mazzotti e Filomena Terzini, avevano inviato alla Procura di Bologna per spiegare quel finanziamento da un milione di euro alla Cooperativa Terremerse: stando agli atti degli inquirenti, in quella relazione vennero taciuti diversi particolari importanti alle indagini ed evidentemente non favorevoli per gli accusati, inoltre vennero aggiunti dettagli non corrispondenti al vero.

I due Dirigenti, sono anche indagati per il reato di favoreggiamento personale nei confronti di Giovanni Errani, accusa che non può essere contestata al Presidente perché parente dell’indagato.

Alla Commemorazione del decennale dalla morte di Marco Biagi che si è tenuta a Bologna, Vasco Errani ha dichiarato di essere tranquillo e di non avere commesso alcun reato, neanche il falso ideologico. Poi, ribadendo la sua onestà, ha sottolineato come si fidi della magistratura in cui ha profonda stima e che, ha detto, fa bene ad indagare per far emergere la verità.

Molti sono stati gli attestati di affetto e solidarietà nei confronti del Governatore, a partire dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, che ha detto di non avere alcun dubbio sulla innocenza di Errani di cui lui, come tutti i cittadini, conoscono la correttezza e serietà.

Qualcuno ha comunque ventilato l’ipotesi di dimissioni in caso di rinvio a giudizio, ma questo si sa, è il gioco delle parti.

Andrea Dattilo

D: Cosa prevede il reato di falso ideologico?

R: Il reato di falso ideologicoconsiste nel formare un atto pubblico non veritiero, sulla base di dati falsi nel loro contenuto. Si differenzia dal falso materiale che consiste nel formare un atto contraffatto, fasullo o alterato nel suo contenuto materiale. Le pene previste per i reati di falso, sia materiale che ideologico, commessi da un privato sono ridotte di 1/3 rispetto alle pene previste per i medesimi reati commessi da un pubblico ufficiale che prevedono la reclusione da 1 a 6 anni.

D: Perché il Presidente Errani, fratello del principale indagato nell’inchiesta, non può essere accusato di favoreggiamento?

R: Domanda interessante. Il reato di favoreggiamento personale punisce con la reclusione fino a 4 anni chi dopo la commissione di un reato, aiuta il colpevole ad eludere le indagini o a sottrarsi alle ricerche. L’essere familiari del soggetto che si aiuta ad eludere le immagini esclude la punibilità.

AVV.TOMMASO ROSSI

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