Indagato per la nevicata il capo della protezione civile di Roma

ROMA, 31 OTTOBRE ’12 – Una nuova tegola cade in testa al Sindaco di Roma Gianni Alemanno. Dopo l’ad dell’ Ente Eur Riccardo Mancini e l’ex ad dell’Ama (Azienda Municipalizzata Ambiente) Franco Panzironi, viene indagato un altro degli uomini di fiducia del primo cittadino capitolino: Tommaso Profeta, responsabile del X Dipartimento e della Protezione Civile di Roma, insieme ad un ingegnere ed un architetto, suoi collaboratori.

Al centro dell’indagine ci sarebbe quanto verificatosi nel corso dell’emergenza neve dello scorso febbraio. Stando al contenuto della denuncia dell’ Usb (Unione Sindacale di Base), Profeta avrebbe autorizzato lo spargimento di una specie di sale, il cloruro di calcio diidrato, particolarmente nocivo e pericoloso per la salute degli operatori. A seguito degli accertamenti svolti dall’ispettorato del Ministero del Lavoro, dai quali è emerso che l’utilizzo del sale ha causato una serie di irritazioni cutanee ed anche, in alcuni casi, la corrosione dei guanti in dotazione, la Procura di Roma, affidando le indagini al Pubblico Ministero Pollidori, ha deciso di aprire l’inchiesta.

Il P.M. Pollidori dovrà accertare se siano state rispettate le norme di sicurezza per evitare che fosse compromessa la salute degli addetti allo spargimento del sale. Più precisamente, si cercherà di capire se vi sia stata la corretta applicazione del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro n. 81/2008, il cui art. 26 (Obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o di somministrazione) sancisce che il datore di lavoro deve fornire all’impresa appaltatrice dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui è destinata ad operare e sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate in relazione alla propria attività. In pratica, secondo la Procura, il lavoratore doveva essere messo al corrente dei rischi nel maneggiare la sostanza, ma così non è stato.

Il cloruro di calcio diidrato, fortemente irritante, viene solitamente usato per reintegrare gli ioni di calcio ed evitare una loro carenza negli acquari di acqua marina, ma ne è fatto utilizzo anche nell’industria farmaceutica e per gli integratori alimentari.

Un’emergenza non può mettere a repentaglio la salute dei cittadini e dei lavoratori, ma a febbraio, durante i giorni della maxi-nevicata romana, una decina almeno di lavoratori di Ama ha avuto problemi di salute dopo essere entrati in contatto con quel sale”, dice Maria Teresa Pascucci, dell’esecutivo provinciale Usb di Roma. Quel tipo di sale, spiega ancora il sindacato, va utilizzato in grandi spazi, come autostrade ed aeroporti, e spesso con dei mezzi meccanici appositi. “Invece è stato fatto il contrario: è stato sparso in piccoli spazi piccoli e circoscritti, come davanti alle scuole, alle fermate metro e persino all’ospedale Bambin Gesù. Non solo, il tutto senza l’ausilio di mezzi meccanici: con le mani e solo in una seconda fase con le pale”.

Dall’altra parte, nella serata di ieri (martedì), la Protezione Civile di Roma si è prima difesa, poi ha scaricato le colpe: “Sono stati acquistati e utilizzati prodotti regolarmente impiegati allo scopo e tutte le indicazioni d’uso sono state fornite ai responsabili dei vari settori operativi, ciascuno dei quali è da ritenersi datore di lavoro per le forze impiegate. Di conseguenza, ogni braccio operativo è soggetto agli obblighi di legge che derivano”. Detto in maniera differente: non c’è nessuna responsabilità della Protezione Civile perché sono state fornite le indicazioni ai responsabili di ogni settore operativo, i quali, se non le hanno poi comunicate ai lavoratori ed in quanto datori di lavoro, dovrebbero essere considerati responsabili secondo il dettato del Testo Unico n. 81/2008, prima citato.

Questa inchiesta è senz’altro uno stralcio, un’ appendice di quella sui disservizi di Roma durante la nevicata di febbraio, di fronte alla quale la capitale è stata messa in forte imbarazzo, dimostrando la sua disorganizzazione ed impreparazione per un fenomeno che era stato ampiamente annunciato. A ciò si aggiunga che l’intensità della precipitazione nevosa è stata molto meno intensa rispetto a quella sopportata da altri Comuni italiani, certamente meglio preparati e che, tra le altre cose, avevano a loro disposizione anche un’arma segreta: il semplice sale da cucina, misteriosa sostanza di cui tutti (beh, forse quasi tutti) conoscono la magica capacità di sciogliere la neve senza corrodere né guanti né pelle.

MOSE’ TINTI 

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