Inchiesta sulle tangenti di Finmeccanica:indagato Orsi, interrogato Lavitola

NAPOLI, 26 APRILE ’12 – La procura di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta Finmeccanica, ha iscritto sul registro degli indagati il presidente e AD del gruppo aerospaziale Giuseppe Orsi con l’ipotesi di reato di corruzione internazionale e riciclaggio. Infatti, come riportato nel nostro articolo del 24 Aprile (clicca qui per rileggerlo), l’oggetto dell’inchiesta muove da una presunta tangente pagata da Augusta Westland (controllata al 100% di Finmeccanica Spa) ad una intermediaria americana (con sede legale a Lugano) al fine di aggiudicarsi l’appalto per la fornitura di 12 elicotteri al Governo Indiano. La mazzetta ammontava, secondo le dichiarazioni di Borgogni, a 41 Milioni di Euro a favore dell’intermediario israelo-ticinese Guido Haschke, per aver mediato nella conclusione dell’affare. Tuttavia, questa somma sarebbe stata aumentata di ulteriori 10 milioni di euro, destinati però non ad Haschke, ma ad un certo Christian Mitchell, che li avrebbe fatti arrivare nelle casse della Lega. Soldi che sarebbero serviti per il sostegno alla nomina di Orsi ai vertici di Finmeccanica, sempre secondo le dichiarazioni dell’ex numero due di Finmeccanica. Essendo Finmeccanica S.p.a. partecipata per il 30% dal Ministero del Tesoro, la carica di Amministratore Delegato si acquisisce per nomina governativa. Tuttavia, Orsi nega di aver improntato la somma di 10 milioni di euro alla politica, in particolare alla Lega, a fronte della sua nomina ad AD. “ La ragione sarebbe ridicola, perché ero parte di una terna di candidati interni e il ministero del Tesoro ha fatto la sua scelta tenendo conto delle mie capacità” – ha dichiarato al Tg1.

A tal proposito Roberto Maroni dichiara a Repubblica “Hanno tirato in mezzo la Lega ma l’obiettivo vero e’ lo spacchettamento di Finmeccanica, a tutto favore dei nostri competitor stranieri: i francesi e gli inglesi per l’elicotteristica e i tedeschi per altri settori”. A quanto apprende l’Adnkronos, Maroni e Giuseppe Orsisi sarebbero incontrati questa mattina attorno alle 7.30 nella sede aziendale della Provincia di Varese. Intanto, il Ministro della Difesa indiano, Shri AK Antony, ha chiesto oggi un rapporto alla propria Ambasciata a Roma in merito alla vicenda. Lo rende noto un comunicato del dicastero di Nuova Delhi, con il quale viene sottolineato che nelle commesse indiane non e’ consentita la presenza e tantomeno il pagamento di mediatori.

Anche questi argomenti sono stati oggetto del lungo interrogatorio cui è stato sottoposto ieri, nel carcere di Poggioreale, Valter Lavitola, arrestato alcuni giorni fa dopo il suo rientro in Italia nell’ambito della diversa inchiesta su finanziamenti all’editoria e corruzione internazionale.

CLARISSA MARACCI

 

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