Inchiesta sulla Trattativa Stato-Mafia , chiamato a testimoniare Silvio Berlusconi

PALERMO 19 Luglio 2012 – Continuano le indagini della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-Mafia. Trattativa stipulata secondo l’accusa all’inizio degli anni ’90, per porre fine alle stragi organizzate da Cosa Nostra. Questa volta è l’ex-premier Silvio Berlusconi ad essere chiamato come testimone nella giornata di Lunedì 16 Luglio. Berlusconi, che non si è presentato per impegni lavorativi (“legittimo impedimento”), avrebbe dovuto essere sentito dagli inquirenti in merito a taluni prestiti erogati a Marcello Dell’Utri, coinvolto nella faccenda in quanto presunto portavoce delle estorsioni mafiose negli anni in cui Berlusconi era salito al governo (1994). Purtroppo, l’ex premier non ha potuto testimoniare su questa vicenda, poiché impegnato in un incontro a porte chiuse a villa Gernetto, per discutere di euro, e di crisi europea.

La Trattativa Mafia-Stato. La presunta trattativa tra Stato e Cosa Nostra su cui è incentrata l’inchiesta sarebbe una negoziazione avvenuta a seguito della stagione delle Bombe del ’92 e ’93 tra lo stato e la mafia per giungere ad un accordo che avrebbe previsto la fine della stagione stragista in cambio di un’attenuazione delle pene detentive del circuito del 41 bis. Secondo la famosa sentenza del processo Tagliava “l’iniziativa per la trattativa fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia” . Tuttavia, ad oggi (2012), tale negoziazione non è stata definitivamente e chiaramente dimostrata.

CLARISSA MARACCI

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