Inchiesta sulla morte di un ragazzo al Policlinico Federico II di Napoli, dopo flebo di cortisone.

NAPOLI, 31 Luglio 2012 – Ha perso la vita a soli 19 anni al Policlinico Federico II di Napoli, lo studente universitario Luca de Carlo. Il ragazzo, diabetico, ricoverato per un problema al nervo ottico, è deceduto a seguito di una flebo a base di cortisonici. Dopo la denuncia del padre, la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sul caso. “Luca mi aveva da poco chiamato al telefono” racconta il padre in lacrime “e mi ha rassicurato sulle sue condizioni. Mi ha detto che presto lo avrebbero dimesso”. Luca è svenuto mentre gli somministravano una flebo. E’ stato immediatamente trasferito in terapia intensiva dai medici del Policlinico, ma per il giovane non c’è stato nulla da fare. Il padre non si capacita del sopravvenuto ed inaspettato decesso ed è convinto che le cause vadano ricercate nelle negligenze del personale del reparto. Al Corriere della Sera racconta che suo figlio era ricoverato da qualche giorno ed era stato sottoposto ripetutamente alla terapia (flebo di cortisone e soluzione fisiologica). Per evitare disturbi collaterali assumeva farmaci gastroprotettivi, sotto prescrizione medica. Secondo il racconto del padre, Luca iniziava a stare meglio, e a vederci meglio. Ad insospettire il padre è la telefonata fatta da Luca alla sorella Ilaria, nella quale raccontava che l’ultima flebo sarebbe durata solo 1 ora anziché le solite 4 e non gli erano stati somministrati i gastroprotettivi. Inoltre, stando sempre ai racconti dei familiari, sembrerebbe che i medici avessero detto ad Ilaria che suo fratello potrebbe essere morto per arresto cardiaco dovuto a iper-infusione.

Dopo il decesso, avvenuto il 28 Luglio, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha disposto un’ispezione al Policlinico di Napoli, Università Federico II , per verificare ”eventuali difetti assistenziali relativamente alle cure somministrate al giovane durante il breve ricovero ospedaliero”. Saranno dunque gli inquirenti ad accertare le cause del decesso.

CLARISSA MARACCI

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