Inchiesta sui corvi vaticani: chiesto il rinvio a giudizio di Gabriele e di un tecnico informatico

VATICANO, 13 Agosto 2012 – Era prevista per la giornata di oggi la sentenza di proscioglimento o rinvio a giudizio sul cosiddetto caso dei “Corvi Vaticani” riguardante la sottrazione di documenti segreti nella curia vaticana. Paolo Gabriele, maggiordomo di Benedetto XVI, ha atteso il verdetto del giudice istruttore Piero Bonnet agli arresti domiciliari. E puntualmente l’atteso verdetto è arrivato.
Padre Lombardi, portavoce della curia vaticana, nel corso di una conferenza stampa per illustrare l’esito della sentenza sulla sottrazione dei documenti segreti del Vaticano, ha esposto l’esito dell’indagine. Il maggiordomo Gabriele è stato rinviato a giudizio; rinviato a giudizio per favoreggiamento anche un analista programmatore della segreteria vaticana, Claudio Sciarpelletti, che è rimasto in cella solo una notte e il giorno dopo ha subito avuto la libertà provvisoria. Attualmente, ha chiarito il portavoce vaticano padre Federico Lomabardi, si trova in regime di libertà provvisoria “ma senza nessun vincolo di comportamento”; ciò è uno dei “segnali della levità della imputazione e della sua reponsabilità nella vicenda”. A Paolo Gabriele, nel corso delle perquisizioni cui è stato sottoposto,sono stati rinvenuti non solo documenti sottratti dall’ appartamento papale, ma anche un assegno di 100.000 euro intestato al Papa, una pepita d’oro e una edizione dell’Eneide del 1581. Oggetti che sarebbero stati dei regali ricevuti da Benedetto XV.

L’inchiesta sui <<corvi vaticani>> – La sentenza di oggi rappresenta dunque il primo passo verso la verità, nell’ambito di un’inchiesta certamente immersa in un alone di mistero e condotta dalle autorità vaticane con la massima segretezza ed autoreferenzialità. Troppo semplice la condanna del maggiordomo, che dice di aver sottratto i documenti per “aiutare il papa” nell’azione rinnovatrice della Chiesa. Troppo complicato pensare ad un complotto di personaggi potenti della Curia, che avrebbero utilizzato il maggiordomo del Papa come capro espiatorio. Di certo, la figura di Paolo Gabriele all’interno dell’inchiesta risulta quanto mai controversa e indecifrabile. Arrestato il 23 maggio scorso, dopo un’ispezione della Gendarmeria nel suo appartamento, ha sempre mostrato un atteggiamento ampiamente dignitoso e collaborativo con i requirenti. Il 5 giugno si e’ tenuto il primo interrogatorio formale di Paolo Gabriele nell’ambito di un’Istruttoria che restera’ fino alla fine coperta dal segreto. Il 21 luglio, ottenne gli arresti domiciliari nel suo appartamento all’interno della Citta’ del Vaticano. Oggi, finalmente, è stato compiuto il primo passo verso la ricostruzione della verità, che aiuterà ad identificare la figura del presunto corvo nell’ambito della vicenda “Vatileaks”.

CLARISSA MARACCI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply