Inchiesta Grandi Eventi, sequestrati beni per 32 milioni di euro a Diego Anemone

ROMA, 14 APRILE ’12 – Sequestrati beni e proprietà, per un valore presunto di 32 milioni di euro, all’imprenditore Diego Anemone, alla moglie Vanessa Pascussi e allo zio Luciano Anemone. Il nome di Diego Anemone era comparso nell’ambito dell’inchiesta Grandi Eventi insieme a quello dell’ex capo della protezione Bertolaso e dell’ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici Angelo Balducci. La prima udienza del processo si terrà fra pochi giorni. Adesso il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma, su disposizione del gip del tribunale di Roma Nicola Di Grazia nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del G8, ha provveduto al sequestro anche di due palazzine, la G e la H dotate di piscina, di proprietà della Società Sportiva Romana e site nel comprensorio del Salaria Sport Village, peraltro già finite sotto sequestro qualche tempo fa in merito al procedimento sui mondiali di nuoto svoltisi nella Capitale. Diego Anemone, stando a quanto emerso dalle procure di Firenze e Perugia, sarebbe la figura chiave dell’inchiesta sugli appalti del G8 alla Maddalena. Grazie al lavoro delle procure e alle successive indagini della Guardia di Finanza è stato possibile ricostruire i movimenti del denaro legati ai reati di appropriazione indebita e riciclaggio.

ELEONORA DOTTORI

D: Quando si parla di appropriazione indebita? Cosa si intende per riciclaggio?

R: Il reato di appropriazione indebita si ha quando un soggetto, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso. Il reato è punibile, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Qualora però  il fatto venga commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario la pena è aumentata e si procede d’ufficio. La procedibilità d’ufficio è prevista anche il fatto è commesso  in presenza della circostanza aggravante (comune) dell’abuso di autorità o di relazioni domestiche ovvero dell’ abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d’opera, di coabitazione, o di ospitalità.
Il reato di riciclaggio, invece, punisce chiunque, fuori dal concorso  nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo ovvero compie in relazione ad esse altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. La pena prevista è quella della reclusione da 4 a 12 anni e con la multa da 1032 a 15493 euro. Il reato è punito più gravemente se il fatto è compiuto nell’esercizio di un’attività professionale.

D: Che differenza c’è tra sequestro e confisca?

R: Il sequestro è una “tappa” necessaria che poi può portare alla confisca.

Il nostro ordinamento penale prevede varie tipologie di sequestri a seconda della loro natura e finalità. In particolare con funzioni probatorie,  il c.d. sequestro probatorio,  disposto dall’Autorità Giudiziaria al fine di ricercare elementi di prova e di accertare i fatti. Con funzioni cautelari, invece, sono previsti il sequestro preventivo e conservativo: il primo serve ad impedire l’ulteriore consumazione dello stesso o altro reato o la prosecuzione delle illecite conseguenze (ha per oggetto ad es. le cose che sono servite a commette il reato). Il secondo è finalizzato ad assicurare il pagamento delle pene pecuniarie e del risarcimento dei danni derivanti dal reato (ha per oggetto beni mobili, immobili, crediti etc).  Il sequestro preventivo che in alcuni casi è obbligatorio può convertirsi in quello probatorio, in quello conservativo oppure essere sostituito con la confisca che comporta la definitiva acquisizione del bene da parte dello Stato.

AVV.TOMMASO ROSSI

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