Il Senato approva l’arresto di Lusi, l’ex tesoriere della Margherita

ROMA 21 GIUGNO, 2012 – E’ stato arrestato stamane, Luigi Lusi, l’ex-tesoriere della Margherita, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita –per aver prelevato dalle casse del partito un’ingente somma (di circa 20 milioni di euro) per “scopi personali”. Per poter procedere all’arresto, la magistratura aveva bisogno del nulla osta parlamentare, rivestendo Lusi la carica di Senatore. Così ieri il Senato ha votato, con scrutinio palese: la misura cautelare sarà applicata, grazie a ben 155 “sì”. Il Senatore si è costituito subito dopo l’esito della votazione, lasciando Palazzo Madama per raggiungere il carcere di Rebibbia. Già nella giornata di oggi, Lusi potrebbe essere sottoposto all’interrogatorio di garanzia davanti al gup Simonetta D’Alessandro, che il 3 maggio firmò il provvedimento di custodia cautelare.

I Senatori che non hanno ucciso nessuno.Con il voto segreto si mandano in galera i senatori senza che abbiano ucciso nessuno“, questo il commento di Lusi, dopo l’arresto. Certamente, l’ex-tesoriere della Margherita non ha ucciso nessuno, ma secondo la legge italiana, la sua condotta, se accertata, corrisponderebbe ad una fattispecie abbastanza grave di reato, specialmente perché attuata ai danni di un partito. Il capo d’accusa nei confronti del Senatore sarebbe infatti quello di aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali per creare una contabilità parallela attraverso società estere con sede in Canada. Infine, giovando dello scudo fiscale, avrebbe fatto rientrare i soldi in Italia investendo in immobili in Italia e depositando la restante somma sul proprio conto in banca. Dunque, considerando che i rimborsi elettorali ai partiti attingono dalle finanze pubbliche, supportate dai contribuenti, potremmo arrivare a sostenere, contrariamente a quanto da egli commentato, che un comportamento simile da parte dei Senatori, sì, uccide lo Stato.

Le scuse di Lusi. “In un momento difficilissimo di crisi finanziaria sento il dovere di pronunciare parole di scuse personali, consapevole della necessità di un gesto di riparazione”, dichiara Lusi in aula prima della votazione. “Qualora, nel mio caso e per la prima volta nella storia del Senato, si decidesse di procedere con il voto palese contro il sacro principio di libertà di coscienza dei parlamentari, vorrà dire che il voto sarà di significato esclusivamente politico”, aggiunge.Tuttavia, allarga il cerchio dei responsabili, sui quali la magistratura dovrà indagare, pur non facendo riferimenti espliciti: “Non è credibile che il tesoriere da solo abbia preso ogni decisione di spesa per 314 milioni, usando tra l’altro per 90 volte il bonifico che è il più tracciabile dei pagamenti, questo non solo non è credibile ma non è materialmente impossibile”.

Lasciato solo dai colleghi e amici di partito. Incredibilmente, il discorso di Lusi in aula, non ha suscitato la solidarietà di nessuno, ma, secondo quanto riporta l’Ansa, quando il Senatore finisce di parlare nessuno gli rivolge la parola né gli stringe la mano. Affonda da solo, l’ex tesoriere. Nessun gesto da parte del suo collega Alberto Tedesco, per il quale l’Aula di Palazzo Madama negò tempo fa l’autorizzazione all’arresto, né tanto meno Francesco Rutelli, che ascolta in silenzio l’intervento del suo ex amico prendendo appunti. Tuttavia, commenta Lusi, “Rutelli ha almeno avuto la decenza di astenersi dal voto”. Ad ogni modo, a poco è valso il suo discorso, in un clima austero e compito, con i colleghi che si dissociano pubblicamente dal reo, dall’amico preso con le mani in pasta, mai come questa volta così distante da loro.

CLARISSA MARACCI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply