Il Parlamento europeo boccia l’Italia sui matrimoni gay

STRASBURGO, 15 MARZO ’12 – Strasburgo non ha dubbi: i governi dei Paesi europei non devono fare distinzioni “restrittive della definizione di famiglia” poiché si rischia di negare la protezione legale alle coppie omosessuali e ai loro figli. È quanto si legge nel rapporto sulla parità dei diritti uomo-donna presentato dalla radicale olandese Sophie in’t Veld ed approvato dall’Eurocamera con 361 sì, 268 no e 70 astenuti. Il rapporto, voluto anche per dare spazio alle quote rosa nei Consigli di Amministrazione, ha destato un’accesa discussione in aula poiché il Partito Popolare Europeo aveva presentato un emendamento in cui si ribadiva la competenza degli stati membri in materia. Ergo, per il Parlamento europeo, i matrimoni gay si devono fare anche in Italia. Ma c’è dell’altro: il fronte del centrodestra è stato battuto anche sugli emendamenti che chiedevano la cancellazione del paragrafo 5 del rapporto che chiede alla Commissione di formulare proposte per il ”mutuo riconoscimento” delle famiglie omosessuali tra i paesi che già le prevedono, come pure sulla cancellazione del paragrafo 62 che invece propone al Consiglio di ribadire il principio di non discriminazione legato all’orientamento sessuale. Una linea che contrasta decisamente con quella ribadita in Italia dal Pdl, con Angelino Alfano, che sabato scorso aveva ribadito la contrarietà del partito ai matrimoni gay perché trasformerebbero il nostro Paese “nella Spagna di Zapatero”. La posizione di Strasburgo è stata rigettata dal responsabile delle politiche famiglia del Pdl, Carlo Giovanardi, ma condivisa da Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Projectl’associazione capitolina che si occupa dei diritti umani e civili di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender, che sul suo blog ha commentato: Un vento nuovo spira per l’Europa, il vento di una sinistra che rinasce e porta cambiamenti.Spero possa contagiare positivamente anche la sinistra italiana, che deve tornare ad essere efficace e non retorica e demagogica.E chissà che non possa spazzare via la parte polverosa e ormai inservibile di una destra che stenta ancora a confrontarsi con la modernità dell’Europa”. Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, parla di ”un duro monito anche nei confronti dell’Italia” e Anna Paola Concia, del Partito Democratico sottolinea come l’Europa abbia dato una lezione di civiltà all’Italia.

ELEONORA DOTTORI

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One Response

  1. Rosa Nera Gay
    Rosa Nera Gay at |

    Le risoluzioni "gay-friendly" del Parlamento Europeo sono state tre in questi giorni:
    * riconoscimento delle famiglie omosessuali;
    * diritto all'eredità per le coppie omosessuali;
    * richiesta alla Nigeria di depenalizzare l'omosessualità.

    Nigeria, mobilitazione pro-gay
    http://www.ilgrandecolibri.com/2012/03/matrimoni-gay-in-italia-il-blablabla.html#mon1

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