Il Marocco: da terra di fuga a paese delle opportunità

CASABLANCA, 14 SETTEMBRE 2012 -(dalla nostra inviata)  Sembra di essere alla fine degli anni ’60 a Milano, a vedere lo sviluppo urbano che coinvolge le più importanti città del Marocco: Casablanca, Rabat, Fez, Marrackesh…ma perfino paesini sperduti nella campagna. Gru, cantieri, palazzi in costruzione, strade, ponti….poi ancora gru, per kilometri e kilometri. Il nuovo re, Mohammed VI (49 anni), ha dato un nuovo impulso al paese: vuole attrarre gli investimenti e dare crediti agevolati ai marocchini, che stanno tornando a in massa dall’europa. A viaggiare per il paese sembra di attraversare un unico enorme cantiere edile, dove tutto è under contruction, tutto è immerso in uno spirito di sviluppo. L’immobilismo sociale, che aveva colpito il paese negli ultimi 40 anni di governo del padre dell’attuale Re, si è finalmente sbloccato. Così, i marocchini, geneticamente votati al commercio di qualsiasi cosa, si sono svegliati da un sonno troppo lungo. Un sonno durato quarant’anni, dove l’unica prospettiva era l’esodo ad ogni costo, la fuga. Ora sono pochi quelli che vogliono scappare dal paese per raggiungere l’europa. Certo, la vita è dura anche qui, forse più dura che in Italia, ma le prospettive di crescita sono quelle di un paese in via di sviluppo, dove tutto è da fare, da costruire, creare ed inventare.

La filosofia del commercio marocchino, i Samsar – In marocco, la forma più comune di business, anche a bassi livelli, è quella dell’”intermediazione”. Cellulare alla mano, i Samsar (intermediari), sono capaci di reperire ogni cosa: terreni edificabili, case, cellulari, macchine…gare d’appalto, materie prime. Il luogo di incontro per parlare d’affari è il bar, dove ci si presenta in ciabatte e kaftano. Quando il Samsar trova un cliente, attiva una serie di telefonate a cascata, per il tramite del quale riesce a reperire velocissimamente l’opportunità richiesta. Non esistono carte, fogli, documenti, email. È la strada il punto di incontro. Lunghe discussioni per trattare sul prezzo di un terreno del quale probabilmente non si conosce neanche il proprietario. In Marocco, tutto può essere venduto, tutto può essere acquistato. Basta affidarsi ai Samsar, stando alle regole del gioco. Un gioco sporco, in parte, costruito sulla distribuzione di provvigioni in nero che verranno poi ripartite tra coloro che hanno contribuito alla conclusione dell’affare. Un sistema che permette all’economia di girare molto velocemente, dove si vende ancora prima di aver acquistato. Un tipico esempio è quello del palazzo in costruzione, dove tramite il beaureau de vente, un box prefabbricato sistemato accanto al cantiere, si riescono a vendere gli appartamenti ancor prima che l’immobile sia ultimato.

La nascita del ceto medio – Come tutti i paesi in via di sviluppo, anche in Marocco si assiste alla tipica contraddizione che vede alcune persone costrette a vivere nelle baraccopoli, spostandosi su carri trainati da somari; dall’altra, i privilegiati, con ville da capogiro nel lungomare di Casablanca e Porsche Cayenne. Tuttavia, a giudicare dai quartieri in costruzione, appena fuori il centro delle città, c’è una nuova classe media che sta nascendo nel regno del Marocco. Quella costituita da tutti i marocchini espatriati che stanno ritornando nel paese, dopo vent’anni di duro lavoro in europa. Quella costituita dalle famiglie dove la donna è istruita e si reca a lavoro. Lo stipendio medio nella zona di Casablanca si aggira sulle 500 euro, ma il governo ha previsto crediti agevolati affinché tutti possano avere accesso all’acquisto di un appartamento. I nuovi palazzi che sorgono nelle città non sono certo costruiti a regola d’arte: si tende a risparmiare su tutti i materiali e la manodopera non è qualificata né dotata degli strumenti adeguati. Tuttavia, gli immobili sono esteticamente gradevoli ed hanno un prezzo accessibile anche ai marocchini (circa 25.000 euro). Ovviamente, il boom dell’edilizia ha portato in breve tempo ad una speculazione incredibile sui prezzi dei terreni, facendo si che chi ha acquistato pochi anni fà ora vede uno o due zeri aggiungersi al valore della proprietà immobiliare.

La religione come simbolo di una cultura – La religione islamica in Marocco caratterizza la vita degli abitanti. Per le strade di Casablanca, ben 5 volte al giorno, gli altoparlanti intonano i versi del Corano, interrompendo la vita frenetica della città. Tuttavia, i praticanti delle 5 preghiere sono molti di meno di ciò che ci si aspetterebbe da un paese musulmano. Il velo è utilizzato da molte donne, ma c’è grande apertura mentale: sono moltissime, soprattuttoa Rabat, le ragazze vestite alla occidentale con i capelli al vento. Certamente, tutte le donne sono vestite in maniera sobria, senza minigonne e tacchi a spillo, ma c’è una certa moda da seguire anche nei vestiti tradizionali, ora dotati di cappuccio e zip.

La svolta ecologista del Marocco – Il Marocco sta puntando molto nelle energie rinnovabili ed ha creato una serie di organismi ad hoc, per gestire gli investimenti in tali settori. L`ADEREE ad esempio, che dipende dal Ministero dell’ambiente, e si occupa di sviluppo dell’energia eolica. Il MASEN, per l’energia solare, il cui obiettivo è quello di installare 2000MW entro il 2012 (http://www.masen.org.ma/index.php?Id=42&lang=fr#/_). Infatti, una fonte energetica tradizionale come il petrolio, non costa così poco come si potrebbe immaginare: il prezzo della benzina è di120MAD al litro, ovvero circa 1 euro e 20 centesimi.

CLARISSA MARACCI

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